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Matteo Dotto a TuttoAv: "Moruzzi meglio di Cambiaso, tifo irpino da Serie A"

autore
Domenico Fabbricini
per Tuttoavellino.it
Oggi alle 11:20Copertina
autore Domenico Fabbricini
28.10.2026 11:20Copertina
Il giornalista di Mediaset, presente ieri a Chiavari, racconta i suoi ricordi con i Lupi e le impressioni sulla partita contro l'Entella

Il noto giornalista di Mediaset Matteo Dotto era presente ieri al Sannazzari di Chiavari per assistere a Virtus Entella-Avellino: ligure di nascita, ne ha approfittato per vedere la squadra della sua città contro i Lupi biancoverdi, e per l'occasione ha voluto raccontare le sue emozioni a TuttoAvellino.

"Sono tornato con piacere - grazie all’invito del collega ed amico Daniele Miceli e alla vicinanza strategica (ho casa a Chiavari, a pochi passi dallo stadio) - a vedere una partita dell’Avellino. Anche perché ai Lupi d’Irpinia mi lega una sincera simpatia frutto di un paio di gare epiche cui ho assistito dal vivo.

La prima, ovviamente, ha una data storica che tutti i tifosi irpini hanno scolpito nella memoria: 11 giugno 1978, stadio Luigi Ferraris di Genova. A Marassi l’Avellino batte 1-0 la Sampdoria e per la prima volta nella sua storia conquista la Serie A. Decisivo il gol di Mario Piga in apertura di ripresa. Quella Samp - in cui giocava un certo Marcello Lippi, assente però quella domenica - era appena retrocessa ed era partita con i favori del pronostico. Chiuderà invece con un anonimo 8° posto, a - 6 punti da Catanzaro e Avellino, promossi in A insieme con l’Ascoli dei record. Ricordo di quell’assolato pomeriggio la numerosa presenza in gradinata Nord dei tifosi avellinesi e - se la memoria non mi inganna - la presenza in tribuna autorità di Ciriaco De Mita.

Non una vittoria, ma un pareggio di quelli da raccontare ai nipotini quello che vidi a Bergamo il 25 novembre del 1984 come “spalla” morale di mio fratello Emanuele, deputato a raccontare quell'Atalanta-Avellino per i radioascoltatori del mitico programma “Tutto il calcio minuto per minuto”. L’Atalanta, in vantaggio 1-0 all’intervallo grazie a un gol di Vella, raddoppia sempre con Vella in apertura di ripresa e fa tris con Stromberg al minuto 63. Insomma, a venti minuti dalla fine la Dea allenata da Nedo Sonetti è avanti 3-0. Ma l’Avellino, guidato in panchina da Antonio Valentin Angelillo, non si arrende. Prima (al 70’) va a segno Faccini, poi (76’) Colomba trasforma un calcio di rigore assegnato da Rosario Lo Bello quindi all’83’ Colombo con il suo caschetto biondo completa la rimonta. E se la partita fosse durata ancora qualche minuto è probabile che l’Avellino l’avrebbe addirittura vinta. Succede che - infastiditi dall’enfasi del radiocronista - i tifosi atalantini assediano l’arbitro negli spogliatoi e danno vita a incidenti appena fuori dallo stadio. Ne fa le spese anche l’Alfa Arna (non una gran macchina, ammettiamolo…) aziendale della Rai su cui viaggiava la “truppa” di Tutto il Calcio: mio fratello, i suoi due tecnici e il sottoscritto come… imbucato speciale. Ruote all’aria e tetto sull’asfalto: non una bellissima scena. Con i dirigenti della Dea a prodigarsi in scuse e il direttore sportivo Previtali ad accompagnarci in auto alla stazione ferroviaria per prendere il primo treno per Milano.

Il pareggio di ieri a Chiavari è stato decisamente più tranquillo. Anche se rimane l’ingiustizia per il gol annullato a Di Maggio per un cervellotico fuorigioco di un compagno totalmente avulso dall’azione. Per fortuna ci ha pensato Adamo nel finale a compensare lo sgarbo della squadra arbitrale. Dell’Avellino mi sono piaciute la personalità del 20enne portiere Martinelli, il più giovane della rosa a disposizione di Nesta, e soprattutto la prestazione dell’esterno sinistro Brando Moruzzi, un 2004 che conoscevo poco e che mi ha impressionato molto. Gran fisico, corsa fluida, cross sempre precisi e pericolosi (dal suo piede, se non sbaglio, era partito quello per il gol poi annullato di Di Maggio), uso disinvolto dei due piedi. In prestito dalla Juventus, ho l’impressione che già da oggi Moruzzi sia meglio… di Cambiaso. Sempre a proposito di giocatori “in affitto” dalla Juve, mi aspettavo sinceramente qualcosa di più da Giacomo Faticanti, colonna dell’under 21 che ha già esordito nella Nazionale maggiore durante l’interim di Silvio Baldini. 
Dopo l’immeritata sconfitta casalinga contro il Padova, ecco un punto che tiene comunque l’Avellino vicino alla zona playoff. Chi di sicuro è da Serie A è il pubblico irpino che ha seguito la squadra numeroso e caloroso anche in una serata di un giorno feriale e a 700 chilometri di distanza. Un pubblico da Serie A, un pubblico da applausi, con i tifosi più caldi che sono arrivati a partita in corsa causa incidente stradale a Firenze che ha bloccato a lungo l’autostrada".

per Tuttoavellino.it

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