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Dg Entella: "Serve semiprofessionismo e obbligo in rosa di ragazzi del proprio settore giovanile"TUTTO mercato WEB
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
giovedì 30 marzo 2023, 19:34Serie C
di Claudia Marrone

Dg Entella: "Serve semiprofessionismo e obbligo in rosa di ragazzi del proprio settore giovanile"

Lunga intervista quella che il Dg dell'Entella Matteo Matteazzi ha rilasciato a piazzalevante.it, toccando svariati temi, non solo quello della formazione ligure. Anzi, l'analisi del dirigente è partita dal momento vissuto dal calcio italiano: "Siamo in un momento di transizione. Parlo del sistema calcio in generale, non sto pensando esclusivamente all’Entella, che in questi anni ha vinto ed ha perso come è normale che sia. Invece ci sono diversi aspetti, degli argomenti ‘macro’ sui quali c’è da fare più di una riflessione. Parlo della sostenibilità, se e come il calcio professionistico possa reggere di fronte a problematiche economiche e finanziarie sempre più assillanti. Ne parlano tutti, ma le proposte accettabili e realizzabili in un periodo ragionevole faticano a concretizzarsi. Il nostro punto di vista – per ‘nostro’ intendo quello del presidente e di noi suoi collaboratori – è che si imponga un ridimensionamento della struttura dei campionati professionistici e una razionalizzazione delle risorse. I due interventi si sostengono l’un l’altro. È chiaro che la riforma dei campionati permetterebbe di ridistribuire in maniera più equa i proventi di diritti mediatici e sponsorizzazioni. È innegabile che la Serie C rispetto alle due Leghe superiori sia penalizzata. Attenzione non è solo una questione di entrate ma anche di uscite. Con la Lega di Serie C c’è piena collaborazione, il nuovo consiglio tiene in grande considerazione il nostro parere, d’altronde sanno chi è il nostro presidente e come ha operato in questi anni. Siamo anche noi coinvolti nel dibattito sulla riforma della formula dei campionati. Per noi va rivista perché secondo me così com’è, è oggettivamente insostenibile. Ed è anche ingiusta per certi versi. Insomma non sta dando i risultati sperati, le incongruenze di un calendario troppo affollato, di cui abbiamo fatto le spese con l’assurda doppia trasferta in 72 ore contro Reggiana e Cesena, e di un meccanismo da migliorare sono sotto gli occhi di chiunque. Io credo che la strada possa essere quella di creare una categoria semiprofessionistica in cui dare la possibilità alle squadre di avere dei benefici e di vantaggi fiscali, lasciando a un numero più ristretto di squadre, l’onere degli adempimenti e dei costi che con gli anni si è fatto sempre più gravoso e necessita di un’organizzazione e una solidità economico finanziaria di alto livello".

E qui si arriva al discorso Entella: “La sostenibilità passa anche dalla cura del proprio settore giovanile. Saremmo favorevoli, molto favorevoli alla obbligatorietà della presenza in rosa di ragazzi del proprio settore giovanile, come avviene già in parte in Serie A da questa stagione. Avere in campo dei ragazzi nati e cresciuti con il club dà anche una valenza morale oltre a servire all’abbattimento di costi. Rafforzerebbe lo spirito identitario del gruppo. Noi scegliamo i giocatori con cura. E ci siamo autoimposti la “quota obbligatoria”. Il riuscire a imporre come professionisti ragazzi che hanno compiuto da noi l’intera trafila delle giovanili è motivo di orgoglio. Ci riusciamo ogni anno, da diversi anni. Il che ci suggerisce che possano farlo anche gli altri. Ecco il perché dell’obbligatorietà: avere giocatori che abbiano fatto un percorso di almeno quattro o cinque anni nel settore giovanile implica che siano quasi per forza di nazionalità italiana perché risulta quasi impossibile andare a prendere degli stranieri così giovani”.


Conclude: "In questi giorni la tensione è al culmine. Siamo alla vigilia di appuntamenti importanti. Per fortuna tanti campionati, tante battaglie mi hanno abituato a interiorizzare nei momenti cruciali. Bisogna avere la forza di pensare e valutare bene: puoi dirti “ok il risultato non è arrivato, ma pensa a cosa stiamo facendo!” Quanti ragazzi stiamo mettendo sul campo, quanto lavoro stiamo facendo e tutto improvvisamente ha un senso”.