Martinho a TuttoBari: “Bari città che vive di calcio, mio figlio barese doc. Antenucci? Bomber classico, deve trascinare”
L’ex centrocampista biancorosso Raphael Martinho è intervenuto ai nostri microfoni, spendendo parole d’oro per il capoluogo pugliese: “La mia famiglia è innamorata di Bari, abbiamo tantissimi amici e spesso ci riparliamo, tanto in città quanto in società. A Bari è nato il mio secondo figlio Pietro, un barese DOC. Bari è una città che vive di calcio, un’emozione unica giocare davanti ai tifosi”.
Meno positiva l’esperienza calcistica in riva all’Adriatico: “Purtroppo a livello calcistico non è stato bello: squadra non adatta al tipo di gioco dell’allenatore; poi a dicembre ho avuto una rottura di un legamento alla caviglia, quando tornai ad allenarmi sono stato messo fuori dai piani e a giugno me hanno messo fuori lista”.
Il parere sugli ex compagni di squadra in biancorosso e non: “Giocatori del calibro di Di Cesare fanno la differenza in queste categorie: lui con le sue qualità e la sua esperienza fa si che gli altri intorno a lui giochino meglio, insegnando come mettersi bene in campo. Belli è sempre ordinato in campo e capisce i tempi giusti di gioco, Bianco è un tuttofare a centrocampo, Mazzotta ha la corsa a suo favore, Gigliotti è un difensore con un’ottima costruzione de gioco, ha un grandissimo piede. Mirco è un bomber classico, quello che vede la porta come pochi; lui deve trascinare la squadra. Lollo ha bisogno di sentire la fiducia dell’allenatore, è un giocatore di ottima qualità, se fossi in lui cercherei una squadra per poter avere più minuti in campo".


