D'Agostino a TuttoBari: "Caprile e Cheddira? Giusto cederli. Mignani una certezza, il caos in B..."
Intervistato da TuttoBari.com, l'ex calciatore Gaetano D'Agostino ha parlato del lavoro di preparazione in vista della nuova stagione fatto dalla società biancorossa: "Il mercato è stato curato con attenzione. La squadra ha cambiato qualcosa, come dimostra l'addio di Antenucci. In alcuni casi, però, può essere giusto farlo, soprattutto per quanto riguarda gli stimoli, inserendo dei giovani importanti e cercando di mantenere l’ossatura. Polito sta dimostrando di saper lavorare sul lungo termine, è in grado di programmare e non si è fatto sopraffare dalla delusione. Sono sicuro che il Bari sarà ancora protagonista, sta comprando giocatori funzionali".
D'Agostino ha proseguito: "Se penso alle certezze dico indubbiamente l'allenatore. Menez è stato preso per fare la differenza, poi sarà fondamentale la colonna vertebrale, che deve necessariamente funzionare bene. Io credo che i campionati si vincono nello spogliatoio, ed il Bari ne ha uno sano con uomini di grandi valori".
Sulle possibili cessioni di Caprile e Cheddira: "Io parto dal presupposto che adesso il mercato non lo fanno più le società ma i giocatori. Prima era la società a decidere sul cartellino, oggi i giocatori se decidono di andar via lo fanno, questo a me dispiace perché si perde un po' il senso di appartenenza. Nel momento in cui due giocatori esprimono il desiderio di cambiare aria è giusto mandarli via, perché a livello di motivazioni non possono darti quello che hanno dato nel passato".
D'Agostino ha commentato anche il caos relativo alla Serie B, che potrebbe slittare a causa dell'incertezza legata alle iscrizioni delle squadre: "La stessa domanda mi viene fatta da quindici anni, ed in questo periodo non è cambiato niente. Finché non si investe in strutture e in società sane la risposta sarà sempre la stessa. Per investire nello sport bisogna avere persone serie. Atalanta, Udinese ed Empoli insegnano, sono società sane che hanno strutture e investono sui giovani. Me la prendo anche con i comuni, per fare gli stadi ci vogliono trent’anni, anche qui ci si muove solo quando c’è il dramma, senza programmare prima. Ci sono sicuramente i risultati positivi delle giovanili, come dimostrano l'Under 19 e l'Under 20, ma poi questi ragazzi non sempre li si valorizza".


