Crescita sì, ma così (ancora) non basta. Bene nel primo tempo, poi il solito calo: la fotografia di Sampdoria-Bari
L'1-1 finale non accontenta nessuno: non serve a un Bari in crescita ma ancora una volta vittima dei suoi stessi limiti e non risolleva una Sampdoria che, come la formazione biancorossa, resta nel limbo di metà classifica. La squadra di Pasquale Marino, soprattutto nel primo tempo, ha dato continuità ai segnali positivi dal punto di vista della prestazione fatti vedere contro Spezia e Cosenza, ma ha pagato ancora una volta la cronica sterilità del suo attacco, la fragilità mentale e l'incapacità di mantenere la prestazione per novanta minuti.
Le cose migliori, infatti, si sono viste nel primo tempo. Se la palla gol più ghiotta della frazione è capitata al blucerchiato Esposito su calcio di punizione (in cui l'ex Bari ha colpito la traversa), gli uomini di Marino hanno dato costantemente la sensazione di essere mentalmente dentro la gara. Entrambe le formazioni, va detto, hanno provato a mantenere un atteggiamento proattivo in fase di non possesso e costruito diverse occasioni, con il centrocampo lucido e pulito nel dare equilibri alla squadra.
Quest'ultimo aspetto non è cosa da poco, visto quanto si diceva del reparto fino a poche settimane fa. Edjouma, pur calando alla distanza, ha dato un contributo importanate in fase di possesso, con Benali che è apparso sempre più a suo agio in cabina di regia. Per quanto riguarda Maita, la sua prova è stata macchiata dall'errore in occasione del gol blucerchiato, ma è indubbiamente positivo l'aver ritrovato una brillantezza nella partecipazione alla manovra che non si vedeva quantomeno da un anno.
Se tutti questi aspetti positivi riguardano il primo tempo, nella ripresa il Bari è calato. Questa, del resto, è una costante delle ultime settimane, anche in virtù di una rosa sempre più corta, per via di infortuni, squalifiche e giocatori ormai fuori dal progetto (zero minuti per Aramu e Morachioli, due dei giocatori più indiziati per lasciare la città a gennaio). La Sampdoria ha pian piano preso terreno e i ritmi si sono abbassati, ma in questo scenario i biancorossi avevano trovato comunque la giocata del vantaggio, passata dai piedi di Menez: il francese (poi espulso per una clamorosa ingenuità) ha servito una palla al bacio per Sibilli, che ha avuto la freddezza necesssaria per portare avanti i suoi.
Ancora una volta, però, la formazione biancorossa non ha avuto la lucidità mentale per portare a casa i tre punti, e al termine di un'azione in cui tanti hanno commesso errori l'ex Esposito ha firmato il pari a pochi giri di lancette dalla fine. Cosa resta, dunque, di questa gara? Sarebbe ipocrita non vedere i miglioramenti compiuti dalla squadra sul piano del gioco e della manovra, ma la partita dimostra ancora tutti i limiti della prima parte di stagione, a partire dall'inconsistenza dell'attacco. E se questi si ripetono con costanza in ogni gara, non possono più dipendere dal caso o solamente dalla sfortuna. Ormai è chiaro che l'unico modo per porre rimedio passa dal mercato: servirà fare tanto, e possibilmente in fretta, proprio per dare la possibilità di veder fruttare questi miglioramenti e dare a Marino i mezzi per far crescere questa squadra.


