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Il peso del talento e il vuoto di carisma
Oggi alle 18:30Copertina
di Enrico Scoccimarro
per Tuttobari.com

Il peso del talento e il vuoto di carisma

Il rischio di affidare le chiavi della salvezza esclusivamente alla crescita di giovani talenti risiede tutto nel paradosso di un campionato spietato che non concede il lusso dell'attesa: la richiesta di cattiveria rivolta da Moreno Longo ai vari De Pieri e Cavuoti è certamente corretta nella forma, ma apre una riflessione profonda sulla reale struttura di una squadra che sembra mancare di quei pesi massimi necessari a gestire la burrasca. In Serie B la qualità estetica rischia di restare un esercizio di stile fine a se stesso se non viene scortata da elementi navigati e veterani della categoria: calciatori che abbiano masticato i campi della massima serie ma che, soprattutto, abbiano scelto Bari per legarsi visceralmente a una causa che richiede prima di tutto cuore e senso di appartenenza.

Affidare la responsabilità di giocate che determinano il risultato a ragazzi che devono ancora compiere lo step finale verso la spietatezza agonistica è una scommessa azzardata: specialmente quando la classifica inizia a bruciare e i palloni pesano come macigni. La necessità di affiancare ai giovani dei profili affermati e caratterialmente solidi non è solo una questione tecnica ma di equilibrio nervoso: servono leader capaci di prendersi i fischi e le responsabilità nei momenti di massima pressione, permettendo così ai talenti più verdi di esprimersi senza il fardello di dover salvare la patria da soli. Senza questa protezione di "vecchi lupi" che abbiano davvero a cuore le sorti della piazza biancorossa, il rischio è che la freschezza di un De Pieri o un Cavuoti venga soffocata dall'ansia di sbagliare, trasformando quella che dovrebbe essere una risorsa in una pericolosa esposizione alle critiche.

Il Bari deve trovare la forza di diventare grande attraverso un mix che oggi sembra ancora sbilanciato e privo di quella presunzione necessaria per imporsi su ogni campo: le distrazioni difensive e la sterilità offensiva sono figlie anche di una mancanza di carisma nei momenti chiave della partita. Non bastano i nomi sulla carta se non c'è una guida emotiva che sappia trasmettere quella cattiveria chiesta a gran voce da Longo in conferenza stampa: serve gente che conosca ogni trucco del mestiere e che sappia quando è il momento di alzare il ritmo delle verticalizzazioni o quando è necessario alzare il muro davanti alla propria area. Solo integrando l'estro dei giovani con la solidità di calciatori realmente navigati e orgogliosi di vestire questa maglia si potrà evitare che la stagione scivoli via tra i rimpianti, trasformando finalmente i "peccati di gioventù" in una salvezza conquistata con la forza della maturità.