Un siciliano diventato barese (doc). La storia romantica di Salvatore Guastella e quella leggendaria sfida alla Juve
Maurizio Calò
Arrivò dalla Sicilia nel lontano 1983 e sino al 1989 è stato uno dei simboli del Bari degli anni ’80. Protagonista di una fase romantica e identitaria della storia del Bari, Salvatore Guastella è oramai un vero barese doc. Ne ha assaporato tutta la sua essenza e tutto ciò che ne caratterizza la sua storia . Sin dalle prime settimane a Bari, il buon Salvatore si è subito ambientato e affezionato a questo club e a questa città diventando un patrimonio assoluto del calcio biancorosso ma anche un cittadino di questo territorio.
Nel 1983 quando Guastella arriva in biancorosso, il Bari militava in serie C1 e si stava preparando alla grande risalita nelle categorie superiori. C’era tanta voglia da parte della società di tornare ai fasti di un tempo con la consapevolezza di dover avere al proprio interno calciatori di grande spessore e di grande personalità. Salvatore Guastella rappresentò subito tutto questo e, alla prima stagione, conquistò insieme ai suoi compagni la promozione in serie B nella stagione 1983-84 vincendo il campionato di serie C1. Ma non è tutto. Proprio in quella stagione si rese protagonista insieme a tutta la squadra di una grande impresa sportiva. Infatti, il Bari, in quell'annata, raggiunse la semifinale di Coppa Italia anche grazie al famoso successo contro la Juventus agli ottavi di finale. Quell’ 1-2 a Torino fu leggenda con i calciatori biancorossi accolti all’aeroporto di Palese con onori da Champions League. Al ritorno al Della Vittoria fu 2-2 e passaggio del turno davvero insperato. Una storia che ancora oggi fa venire i brividi ai tifosi biacorossi.
Da lì, Salvatore Guastella è diventato un pilastro del Bari. Nella stagione 1984-95 arrivò addirittura la promozione in serie A, un doppio salto di categoria dunque che fu salutato dal tifo biancorosso con particolare entusiasmo con Guastella che fu protagonista assoluto di un campionato memorabile.
L’anno successivo fu retrocessione in serie B ma Guastella non si arrese. Rimase in biancorosso forte oramai di un legame unico con la città e con la maglia del Bari e, in cuor suo, sperava di poter rivivere la gioia della promozione in serie A. Dopo tre stagioni consecutive in serie B, quel nuovo sogno è arrivato e nel 1988-89 arrivò il salto in serie A. Una grande gioia e una degna conclusione della sua storia calcistica con il Bari. Una storia che, però, è rimasta ancorata alla città e al territorio e ancora oggi Guastella vive a Bari con la sua straordinaria famiglia. Sul campo, i numeri sono di una vera bandiera. Novantadue presenze e due reti tra il 1983 e il 1989.
Oggi Salvatore Guastella è un volto televisivo noto. Ha seguito le vicende del Bari da fuori ma sempre presente e sempre attaccato ai colori biancorossi. E’ stato sempre attendo al Bari e alla sua recente storia. I tifosi ne hanno sempre apprezzato attaccamento, qualità umane e professionali, diventando, oramai, uno di loro. Il "barese" venuto dalla Sicilia nel lontano 1983 per diventare un vero cuore biancorosso.


