Il Bari non vola. Ora anche il mercato estivo è sotto accusa
Cesare De Pasquale
Dopo le frenate contro Crotone e Casertana, il Bari aveva un solo imperativo: battere la Scafatese e mettere pressione alla capolista Potenza. Invece il terzo passo falso consecutivo ora accende più di un campanello d'allarme. I biancorossi subiscono il primo gol tra le mura amiche del "San Nicola" e non riescono ad andare oltre un deludente pareggio. L'ennesima prestazione in chiaroscuro della squadra di mister Rastelli ora apre numerosi interrogativi sulla progettazione avviata quest'estate.
Nell'occhio del ciclone è finito anche il direttore generale Pierpaolo Marino, artefice di un mercato che fin qui non ha portato i frutti sperati. La rivoluzione operata sia in entrata che in uscita aveva già destato qualche malumore per i mancati arrivi di un difensore ed un centrocampista. Adesso però nel mirino delle critiche ci sono diversi giocatori, tra cui alcuni profili di categoria, il cui ambientamento a Bari procede a rilento. In primis Grgic sulla mediana, troppo lento e compassato in fase di costruzione, a cui si aggiungono altri giocatori come Cocetta, Mendicino, Della Morte e Tribuzzi. Tutti i reparti presentano lacune fatta eccezione per quello dei portieri, il più completo e qualitativo. Probabilmente al momento l'unica vera nota positiva è Butic, il più continuo e decisivo.
Quest'estate il Bari ha cambiato pelle, mantenendo solo pochi interpreti rispetto alla passata stagione. Motivo per cui erano necessari tempo e prudenza prima di proferire i primi giudizi. Trascorse le prime dodici giornate di campionato, un primo bilancio è doveroso. Quella che lo stesso Marino aveva definito l'impresa più difficile della sua carriera, al momento sta maturando i contorni di un'esperienza negativa e priva di miglioramenti. La stagione dei biancorossi stenta a decollare ed urge una svolta immediata per ritrovare fiducia e consapevolezze.


