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Bari e il nodo stadio: oggi possibile vertice Leccese-De Laurentiis. Monopoli sullo sfondoTUTTOmercatoWEB
© foto di Ivan Cardia
Oggi alle 10:58Serie C
di Tommaso Maschio

Bari e il nodo stadio: oggi possibile vertice Leccese-De Laurentiis. Monopoli sullo sfondo

In casa Bari continua a tener banco il nodo relativo allo stadio dove giocare le gare interne nella prossima stagione. Come è noto infatti è in atto un braccio di ferro fra il sindaco della città Vito Leccese e la proprietà della famiglia De Laurentiis con il primo che ha negato il via libera all’utilizzo dell’impianto cittadino in mancanza dei chiarimenti chiesti sul futuro del club e sulla cessione della società entro il 2028, ovvero la scadenza federale dell’istituto delle multiproprietà. Già nella giornata di oggi, come riporta Il Quotidiano di Puglia, potrebbe esserci un incontro fra Luigi De Laurentiis e il sindaco per provare a sbloccare la situazione visto che mancano sempre meno giorni alla data di scadenza dell’iscrizione al campionato fissata per il 16 giugno. Il club, per mettersi al riparo da qualsiasi rischio, ha chiesto disponibilità ad Altamura e Monopoli per giocare le proprie gare interne allo Stadio Tonino D’Angelo o al Vito Simone Veneziani. Dal sindaco della prima città però è arrivato un secco no per il momento, senza contare che ci sarebbe da valutare, assieme alla questura di Bari, i possibili problemi legati all’ordine pubblico nei giorni delle partite: trasferire le gare interne in impianti più piccoli significherebbe ridisegnare completamente la gestione del pubblico, degli spostamenti, della viabilità e della sicurezza. La ragione dell’osservazione sarebbe legata anche al ridotto numero di forze dell’ordine da impiegare per gare che, inevitabilmente, avrebbero un peso superiore rispetto alla normale programmazione degli stadi di Altamura o Monopoli. Il paradosso è che il San Nicola rischia di restare così inutilizzato con la nuova convenzione che rischia di diventare il terreno di uno scontro politico, amministrativo e sportivo con la società che ha bisogno di un impianto da inserire nella domanda di iscrizione in tempi brevi e l’amministrazione comunale che prima vuole rassicurazioni sul progetto per i prossimi anni.