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Pisa sull'orlo del precipizio: la sconfitta più amara ha il sapore di una sentenzaTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 06:45Serie A
di Davide Caruso

Pisa sull'orlo del precipizio: la sconfitta più amara ha il sapore di una sentenza

All'indomani della gelata della Cetilar Arena, l'1-0 subìto al 90' contro il Bologna non è solo una sconfitta crudele, ma un macigno che rischia di schiacciare le speranze salvezza del Pisa. Archiviata la 27esima giornata, la classifica è impietosa: i nerazzurri restano ancorati, ancora, all'ultimo posto a quota 15 punti, a pari merito con il Verona. La zona salvezza, attualmente delimitata dal terzetto composto da Lecce, Cremonese e Fiorentina (ferme a 24 punti), dista ora 9 lunghezze. Se le cronache del match hanno già raccontato il dramma sportivo della rete finale del subentrato Odgaard, vero e proprio giustiziere del Pisa dopo aver timbrato il cartellino anche nella gara di andata al Dall'Ara, è l'analisi a freddo dei dati a spiegare le ragioni strutturali e atletiche di questa dolorosa caduta. Come ampiamente percepito nel corso della gara, il Bologna ha imposto il proprio ritmo tenendo costantemente in mano il pallino del gioco, registrando una netta predominanza nel possesso palla (59% contro il 41% dei nerazzurri). Questa supremazia territoriale si è tradotta in un netto divario nei passaggi completati (400 a 233 per gli emiliani) e si è fatta letteralmente schiacciante nell'ultimo terzo di campo: in quella zona cruciale, la squadra di Italiano ha chiuso 79 scambi contro i soli 34 del Pisa. Un dato che evidenzia in modo inequivocabile le croniche difficoltà della formazione di Hiljemark nel costruire vere e proprie occasioni da rete negli ultimi trenta metri, sbattendo peraltro contro un eccellente Skorupski nelle rare ma generose sfuriate offensive del secondo tempo.. La netta differenza nel controllo del pallone restituisce la fotografia esatta del gol subìto al novantesimo minuto. Il Pisa non ha subìto un improvviso calo di concentrazione, ma ha semplicemente esaurito l'ossigeno dopo aver speso un quantitativo di energie mostruoso. A fine gara, il tracking ha registrato ben 123.200 km percorsi dai padroni di casa, contro i 115.166 km del Bologna. I nerazzurri hanno corso 8 chilometri in più degli avversari: un dato abnorme che svela il logoramento causato dal dover costantemente rincorrere il fraseggio emiliano. Un sacrificio titanico che ha presentato il conto fatale proprio allo scadere, quando le gambe ormai svuotate non sono riuscite ad arginare l'ultima offensiva. A livello individuale, i numeri certificano l'eroismo solitario di alcuni elementi. Michel Aebischer (12.285 km) e Stefano Moreo (12.059 km) hanno macinato distanze impressionanti. L'attaccante nerazzurro, in particolare, ha ingaggiato un duello fisico estenuante per respingere la pressione perenne (ricevuta nel 72.38% delle sue giocate). Troppo poco, però, per arginare una mediana guidata magistralmente da Remo Freuler: lo svizzero ha dominato percorrendo 12.663 km, smistando palloni (56 passaggi riusciti) e servendo l'assist decisivo. Letale anche l'impatto di Jens Odgaard: entrato nel finale, il danese ha completato tutti i passaggi tentati, capitalizzando in rete l'unico tiro in porta effettuato dai rossoblù mettendo a referto un eurogol. I numeri della Cetilar Arena non mentono e il tempo stringe inesorabilmente. Mancano undici giornate al termine del campionato e quel baratro di 9 punti rappresenta una montagna ripidissima da scalare. Una salita che inizierà già nel prossimo weekend con un ostacolo sulla carta proibitivo: i nerazzurri se la vedranno infatti con la Juventus a Torino. Per uscire indenni dall'Allianz Stadium e tenere accesa la fiammella della speranza, al Pisa non basterà correre più degli avversari fino allo sfinimento: servirà trovare urgentemente il modo di alzare il baricentro e aumentare la qualità e la pericolosità negli ultimi metri. Una missione disperata che il Pisa proverà a sostenere anche grazie alla Curva Nord, instancabile nel cantare e ribadire il proprio messaggio: “Per l’orgoglio della nostra città, per la nostra storia tutti uniti lottiamo ancora”.