Mamma ho perso la Champions, ma ora mi godo l'Europa League: serata da film per Cambiaghi
Nella notte più importante - almeno finora - della stagione del Bologna, è Nicolò Cambiaghi a prendersi la scena e a chiudere il cerchio. Il suo ingresso all'Olimpico spacca la partita e lascia il segno nel momento decisivo: triangolazione veloce con Dallinga, attacco dello spazio e sinistro preciso che accarezza il palo prima di entrare. È il 4-3 dei supplementari, è il gol che vale i quarti di finale di Europa League. Una giocata lucida dentro una gara ormai sporca, dove serviva sangue freddo più che brillantezza.
È una rete che pesa ancora di più per il contesto. La Roma aveva appena completato una rimonta clamorosa e l’inerzia sembrava tutta dalla sua parte, ma Cambiaghi la ribalta di nuovo all'improvviso. Entra con l’atteggiamento giusto, attacca la profondità non appena gli spazi si aprono e dà subito la sensazione di poter incidere. Non solo il gol: è la lettura della partita, la capacità di farsi trovare pronto quando contava davvero ed evitare la lotteria dei rigori.
E poi c’è la storia personale del classe 2000 ex Atalanta, che rende tutto ancora più significativo. Il 18 agosto 2024 l’infortunio al legamento crociato, 159 giorni fuori e 27 partite saltate: di fatto, la Champions League gli era scivolata via senza poterla neanche vivere. Questa notte, invece, ecco la svolta sul copione che sembra finalmente pareggiare i conti con la sfortuna. Cambiaghi si prende la scena nel momento più alto del Bologna e firma la sua rivincita europea, in una notte vissuta da attore protagonista e non più da spettatore.
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