Bologna, l’infermeria si riempie: primi dubbi sulla preparazione
Cinque partite non possono certo definire una stagione, ma possono già lasciare qualche segnale da non sottovalutare. E in casa Bologna uno dei campanelli d’allarme arriva direttamente dall’infermeria, diventata particolarmente affollata in questo primo scorcio di campionato.
El Azzouzi, Orsolini, Odgaard, Dovbyk, Holm e, in maniera più lieve, Bernardeschi: sono diversi i giocatori che hanno dovuto fare i conti con problemi fisici nelle prime giornate. Una serie di stop che, per frequenza e distribuzione, porta inevitabilmente a chiedersi se ci sia qualcosa da approfondire.
Sarebbe però semplicistico ricondurre ogni problema a una sola causa. Una parte degli infortuni può essere infatti spiegata anche attraverso la storia individuale dei calciatori. Alcuni elementi della rosa hanno già mostrato in passato una certa predisposizione a fermarsi per problemi muscolari o ricadute di natura fisica.
È il caso, tra gli altri, di El Azzouzi, Holm e Dovbyk, che nel corso delle rispettive esperienze hanno già dovuto fare i conti con problematiche di questo tipo. Un fattore che necessariamente deve essere considerato nell’analisi complessiva, senza però trasformarlo in una spiegazione valida per tutto. Perché il dato che fa riflettere è soprattutto quello numerico: dopo appena cinque giornate, il Bologna ha già dovuto gestire diversi stop, con una parte importante della rosa coinvolta.
Ed è qui che si apre un secondo capitolo, quello relativo alla condizione atletica della squadra. Anche in questo caso non esistono elementi sufficienti per stabilire un rapporto diretto tra la preparazione estiva e gli infortuni, ma qualche interrogativo è inevitabile.
Il Bologna, soprattutto in alcune fasi delle partite, ha mostrato una condizione fisica ancora lontana dal livello desiderato. I cali nei finali di gara e la difficoltà nel mantenere intensità e brillantezza per tutti i novanta minuti sono aspetti che non sono passati inosservati.
A rendere il quadro ancora più interessante sono state le parole pronunciate da Palladino in conferenza stampa: “La condizione fisica è da ritrovare e i ragazzi lo sanno”. Una frase che fotografa una situazione precisa: il Bologna è ancora alla ricerca della migliore condizione. E se da una parte è normale che una squadra possa avere bisogno di tempo per raggiungere la piena brillantezza, dall’altra la contemporanea crescita dell’infermeria rende inevitabile qualche riflessione in più.
Il rischio, a questo punto, sarebbe trasformare i primi dati della stagione in una sentenza. Sarebbe prematuro. Gli infortuni possono avere origini diverse e non necessariamente riconducibili alla preparazione atletica, così come cinque giornate rappresentano un campione troppo ristretto per trarre conclusioni definitive. Ma una spia si è accesa. E il Bologna dovrà capire rapidamente se si tratta soltanto di una coincidenza legata a questo avvio di stagione o del primo segnale di una questione più profonda.
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