Il mercato rossoblù tra Ekdal, Thiago Ribeiro e il fantasma che si aggira ad Assemini
Matteo Sechi
Le risposte sono state date. Cellino è riuscito a placare le ire del tifo rossoblù e a raddrizzare un mercato estivo che, dopo le incresciose vicende Suazo e Donadoni, aveva preso una piega davvero pericolosa. Sono arrivati i rinforzi che prima l'ex ct della nazionale e poi Ficcadenti avevano richiesto: un centrocampista, Ekdal, e un attaccante, Thiago Ribeiro. Il mediano svedese, che in Patria è famoso più per essere il figlio di un noto reporter televisivo, Lennart Ekdal, che per le sue imprese calcistiche, nonostante venga da due positive stagioni in Serie A con le maglie di Siena e Bologna, non può essere considerato - per il momento - un elemento di primo livello relativamente alle ambizioni e alle potenzialità del Cagliari, ma tornerà certamente utile nei cambi e nel turn over nel corso della stagione, mentre l'attaccante sudamericano, il vero grande colpo estivo di Cellino, arriva in Sardegna - dopo una complicata e sofisticata trattativa - accompagnato dagli squilli di tromba del suo agente, Juan Figer, che non ha esitato a definire l'ex numero 11 del Cruzeiro una "stella". Parole che fanno sognare l'ambiente e i tifosi ma che rischiano di caricare di eccessive responsabilità l'estrosa punta brasiliana. Invero, se Thiago Ribeiro mantenesse anche solo la metà delle promesse fatte in sua vece dal proprio procuratore, a Cagliari, quest'anno, ci si potrà divertire davvero con una coppia tutta verdeoro, che potrebbe regalare ai tifosi sardi un attacco potente ed esplosivo, pronto a ripercorrere le orme di quello mitico colored di metà anni 90, costituito da Oliveira-Dely Valdes.
Raggiunta quindi la tranquillità con un rosa che ora appare decisamente meno sfiorita, il Cagliari può teoricamente chiamarsi fuori per questi ultimi giorni di mercato. Già, teoricamente. Perché, nonostante tutto, c'è la netta sensazione che da qui al 31 potrebbe esserci qualche ultima operazione in entrata, dal momento che Cagliari in questi giorni è la meta preferita di strani avvistamenti. Continui rilanci dalle più diverse testate locali e nazionali assicurano che il Cagliari abbia ancora un colpo in canna e i silenzi, in merito alla questione, sembrano essere diventati lo sport preferito della dirigenza isolana, brava e spietata nel rendere difficile la vita ai giornali che si occupano della società rossoblù. Il nome più caldo è quello di Daniele Cacia, centravanti in forza al Lecce, ma in rotta di collisione con la dirigenza salentina. In Puglia stanno cercando in ogni modo di liberarsi di lui e poter così lanciare l'ultimo assalto alla Lazio per ottenere Pasquale Foggia, e il Cagliari è la società che sembrerebbe più prossima all'acquisto. Tanto prossima che c'è chi giura che Cacia sia stato adocchiato ad Assemini. Voci, però, difficilmente verificabili e quindi poco attendibili. Più opportuno, quindi, credere alle parole dell'agente del bomber di Catanzaro, Francesco Romano, che in questi giorni è stato più volte raggiunto per avere lumi sulla vicenda, e che non ha mai cambiato di una virgola la propria versione: "Cacia è a Piacenza e non sento il Cagliari da oltre un mese". E, dal momento che ormai sono tre giorni che la punta ex Piacenza si troverebbe in Sardegna, inizia a cadere anche l'eventualità che quella di Romano sia pura e sana pretattica. Il fantasma asseminese, quindi, potrebbe essere un altro giocatore, quel Sebastian Eriksson costanemente annunciato ma per il quale manca ancora il timbro dell'ufficialità. Il talentuoso centrocampista svedese che piace tanto a Massimo Cellino, ancora convalescente dopo il grave infortunio al ginocchio, dovrebbe, o, meglio, potrebbe essere atterrato a Cagliari nella giornata di ieri e dalla Svezia confermano che il giocatore non si trovi più a Goteborg. Anche in questo caso, però, la prudenza è d'obbligo, nonostante il suo trasferimento non sembri comunque essere in discussione. Come noto, però, Eriksson sarà effettivamente disponibile non prima del marzo 2012. Per quella data, si spera, il mistero dello spettro di Assemini dovrebbe essere niente più che un ricordo.


