Conti: "Mai pensato di andare via. Rinnovo? Le cose si fanno in due..."
Fabio Frongia
Sì è ripreso le chiavi del centrocampo e del Cagliari, orchestrando al meglio la manovra rossoblù ma soprattutto guidando un gruppo che ha trovato linfa vitale dalla nuova gestione del vecchio amico Diego Lopez. L'arrivo dell'ex capitano ha fatto bene, benissimo a quello attuale, Daniele Conti, tornato su livelli altissimi domenica scorsa a Milano.
Un Conti molto vicino a quello che nelle stagioni passate è stato accostato alla Nazionale e a società di medio-alto livello come Napoli e Fiorentina. “Non ho mai pensato di andare via – afferma Conti, ospite ieri della scuola elementare di via Beethoven, a Quartu S.E., vicino allo stadio – sono cose che dite e scrivete voi giornalisti, per me Cagliari è scelta di vita. L’ho sempre detto e lo ribadisco anche ora”.
Da radio mercato, soprattutto a livello nazionale, c'è chi parla di un Conti con i bagagli pronti, e diversi presidenti vogliosi di approfittare del contratto in scadenza. Lui, Daniele, cosa ha intenzione di fare? Difficile dirlo, visto l'attaccamento dimostrato ai colori rossoblù, ma sul futuro nessuna certezza. "Non ci penso, vivo serenamente l’attesa. Ho sempre detto che voglio restare qui. Non dipende da me. Non è una frase fatta. Ma le cose si fanno in due”. Un messaggio neanche troppo velato al presidente Cellino, che in passato (vedi Lopez e Zola, per fare due nomi) non ci ha messo molto a negare il rinnovo a simboli prima che giocatori del Cagliari.
Meglio pensare al Napoli. Conti, da capitano, è conscio dell'importanza della partita. A livello simbolico, visto quello che ha riservato il passato, e anche per la classifica. La bella prova di Milano ha portato solo un punto, e non sarebbe male dare uno scossone alla classifica. “Sarà una partita importante per noi, sarà la prima volta con Is Arenas al completo. Giocare con i tifosi ad un passo è una grande emozione. Contro il Catania è stato bello, col Napoli sarà stupendo. Sentire dire il tecnico della Fiorentina Montella e il presidente dell’Inter Moratti, che siamo stati la miglior avversaria incontrata, è un orgoglio. Domenica a Milano potevamo vincere e lo meritavamo. A Firenze abbiamo perso per una serie di episodi contrari”.


