Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / cagliari / Ex rossoblù
Torres, Rubattu: "Zola era fenomenale, lo proposi al Cagliari ma mi dissero che era troppo mingherlino"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 12:00Ex rossoblù
di Giorgia Zuddas
per Tuttocagliari.net

Torres, Rubattu: "Zola era fenomenale, lo proposi al Cagliari ma mi dissero che era troppo mingherlino"

Bruno Rubattu racconta il retroscena legato a Gianfranco Zola e al Cagliari, spiegando di aver proposto il talento sassarese al club rossoblù prima del suo approdo al Napoli.

Bruno Rubattu ha ripercorso la sua lunga storia di imprenditore e dirigente sportivo in una lunga intervista rilasciata a La Nuova Sardegna, in occasione dei suoi 90 anni. L'ex presidente della Torres ha raccontato gli anni alla guida del club sassarese, il rapporto con la squadra e con i tifosi, i sacrifici fatti nel corso della sua vita e alcuni retroscena legati anche a Gianfranco Zola e al Cagliari. Di seguito un estratto della lunga intervista: "Ho lavorato tutti i giorni della mia vita, sino al mese scorso. Ora che ho festeggiato i miei primi novant'anni ho deciso di riposarmi. Me lo sono meritato, no?".

Complimenti, signor Bruno Rubattu? Da dove cominciamo?

"Dalla fine, dal fatto che sono un uomo felice e realizzato. Sono arrivato a una bella età perfettamente in salute, con una bella famiglia e tante soddisfazioni che mi porto dentro. Ma la cosa più bella è questa, ciò che vede anche lei adesso".

Lei è stato il presidente della Torres nei tempi d'oro. La Torres di "Pinna-Tamponi-Poggi", di Zola e dei derby col Cagliari. Tutto questo ha lasciato un segno profondo.

"Sono passati trent'anni, ormai...".

Veramente sono quaranta...

"Vede come passa il tempo? Sembra ieri, mannaggia. Eravamo una famiglia, un gruppo incredibile. Con gerarchie chiare, certamente, ma ci volevamo davvero bene, i giocatori tra loro si sentivano fratelli e io mi sentivo come un padre".

Lei era un presidente all'antica. Prendeva i soldi e li metteva dentro quel buco nero che sono le società di calcio. Da dove li tirava fuori?

"Dal mio lavoro, dai sacrifici di una vita. Lo sa che io ho studiato solo sino alla quinta elementare, ma da imprenditore sono arrivato ad avere oltre 200 dipendenti?".

Abbastanza ricco da prendersi la Torres...

"Io dico sempre: sono nato torresino. Però chi si assume l'onere di prendere la squadra della città deve essere bello corazzato, perché è una cosa molto impegnativa. Per questo guardo con ammirazione e stima i ragazzi di Abinsula che ci sono al comando oggi. Ai miei tempi era tutto diverso, ma era comunque complicato".

Era l'epoca dei derby col Cagliari e dei 12 mila spettatori all'Acquedotto.

"Siamo partiti dall'Interregionale, siamo saliti in C2 e poi in C1, e ci sono mancati un paio di punti per salire in B. Questo è il mio più grande rammarico. Ma è stato un percorso straordinario, ci siamo davvero divertiti".

Chi le segnalò Zola?

"Non ricordo bene, forse Vanni Sanna, che è stato un grande torresino e con pieno merito ora ha l'Acquedotto intitolato a suo nome. Gianfranco era fenomenale: lo proposi al Cagliari, avevo un ottimo rapporto con gli Orrù, ma mi dissero che era troppo mingherlino. Poi arrivò Moggi e lo portò al Napoli".

Altre notizie