Amarcord - 19 ottobre 1994: Lopez&Abeijon debuttano in Nazionale con Dario Silva
Federico Ventagliò
C'era un significativo pezzo di storia del Cagliari in quella notte di Lima in Perù. Innanzi tutto è la città nella quale riposa Gallardo, ex calciatore Rossoblù negli anni Sessanta. Era una Celeste sperimentale, per un incontro amichevole autunnale, che come sempre crea polemica coi club europei per mandare i giocatori in Nazionale. Ragion per cui Hector Nunez, anch'egli all'esordio come Comissario Tecnico, propende per concedere un'opportunità ai giovani promettenti militanti in patria, tutti appartenenti a club della Capitale. Fu in quella sera che -gomito a gomito- il 19 ottobre di ventuno anni fa, debuttavano con la camiseta Celeste Diego Lopez&Nelson Abeijon, unitamente a un altro tassello che ha scritto pagine importanti in Sardegna: Sa Pibinca Darìo Silva, autore del gol-partita. Enzo Francescoli aveva già vestito quei colori cinquantacinque volte ma era già al Toro e Daniel Fonseca quindici, però era già a Napoli. Era ancora RossoBlù Pepe Herrera, che già per trentotto volte aveva giocato in Nazionale.
Ad eccezione del Guerriero, tutti scenderanno in campo al Centenario al debutto nella Coppa America del '95 col Venezuela, competizione che poi l'Uruguay vincerà. Ma anche Nelson ha ben donde a sentire sua quella vittoria: nella terza partita del girone gioca la mezz'ora finale contro il Messico, rilevando l'attuale mister del Penarol Pablo Bengoechea, capitano in quella partita perchè Francescoli era in panchina. Passeranno dieci anni tondi e Diego&Nelson giocheranno ancora l'uno vicino all'altro. Questa volta nell'altra sponda dell'Atlantico e vestendo la maglia del Cagliari. Volle il destino che nel giorno della matematica promozione in Serie A del 2004, andassero in gol in tandem, prima del definitivo suggello di Suazo, ribaltando il provvisorio 0-1 della Triestina firmato Baù: al 55' il pareggio di Abe, a un quarto d'ora dalla fine il Cagliari passa in vantaggio; punizione di Zola col destro da sinistra e pallone a centro aerea: di testa in tuffo svetta Diego su tutti e palla in rete. È apoteosi al Sant'Elia, con bandiere coi quattro mori sventolanti anche a Montevideo.


