Marroccu e la "scelta" Bocchetti: "Ho agito in base ai regolamenti e allo spirito Hellas"
Giancarlo Cornacchia
A margine della conferenza stampa andata in scena questo pomeriggio di Bocchetti, il d.s. del Verona Francesco Marroccu si è soffermato su alcuni temi caldi sollevati dai giornalisti presenti in sede. Vi proponiamo un estratto dai colleghi di TMW:
Come si spiega invece la presenza di Lopez in sede lunedì?
"Nasce dal fatto che l'obiettivo è sempre stato Bocchetti, che è stato chiamato domenica sera, ma che non ha il patentino. Da qui nasce anche il fatto che martedì allena e giovedì viene annunciato: dovevamo capire quale fosse burocraticamente la miglior soluzione per ottimizzare la scelta, che non è mai stata in discussione. Dirò di più: Setti, nel chiamarmi a giugno, era 'ossessionato' dallo spirito dell'Hellas. E dopo averlo toccato con mano posso dire che è impossibile farne a meno, è dentro la squadra e dentro le persone. E quando mi chiamò gli dissi 'Bocchetti'. Lo vidi guidare la squadra a Cagliari, ma il problema era insormontabile. E quindi abbiamo dovuto fare una ricerca che non rinnego, perché sono certo che Gabriele arriverà. L'ho dovuto esonerare io, e l'ho fatto col rammarico di aver dovuto esonerare otto professionisti di livello. In questo esco perdente, ma non per aver detto delle cose che non ho fatto. È sempre un problema di coscienza, che mi fa andare avanti".
Quindi Lopez non era la sua prima scelta.
"Io ho due linee da seguire: il rispetto dei regolamenti e il DNA dell'Hellas. E lì mi muoverò".
Se Lopez è una sua scelta, e qua c'è Bocchetti, è un problema per lei...
"Il problema lo doveva avere soltanto Bocchetti. Mi avrebbe detto lui, a quel punto, 'perché mi chiami?'. E invece se è qua è perché conosce l'iter della mia scelta. Abbiamo valutato insieme come potevamo risolvere un problema, e la soluzione l'abbiamo trovata martedì".


