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ESCLUSIVA TMW - Nista: "Vi racconto i portieri italiani e la nostra scuola. Tecnica individuale e podalica"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
venerdì 17 giugno 2022, 18:53Serie A
di Lorenzo Marucci
esclusiva

Nista: "Vi racconto i portieri italiani e la nostra scuola. Tecnica individuale e podalica"...

Vicario, Gollini, Cragno, Meret, Carnesecchi. Portieri che adesso sono sulla bocca di tutti e che fanno pensare che sia tornata finalmente in auge la scuola italiana. Ne abbiamo parlato con Alessandro Nista, preparatore dei portieri di grande esperienza. "La scuola italiana non è mai decaduta - dice a Tuttomercatoweb.com - ci sono periodi in cui ci sono meno prodotti da proporre sul mercato, ma la nostra scuola non ha mai avuto difficoltà. Il ruolo del portiere sta vivendo un'evoluzione che ha creato qualche difficoltà a questa generazione. E' cambiato il modo di lavorare, inevitabilmente si è andati verso la tecnica podalica: c'è l'esigenza di partire da dietro con la costruzione del gioco. Un tempo si privilegiava la tecnica individuale del portiere poi si è dovuto tralasciare un po' questo aspetto per virare sulla tecnica podalica e il lavoro con la squadra. Questo ha forse creato qualche difficoltà in più, abbandonando il lavoro classico del portiere per adeguarsi alle esigenze del calcio moderno. E' una normale evoluzione, la scuola italiana è una delle migliori in assoluto. Serve un po' di pazienza perchè possa esserci un riallineamanto nella programmazione del lavoro".

Ma oggi un portiere viene scelto per come gioca con i piedi o per come para?
"Il portiere deve parare, questa è la prerogativa imprescindibile, però oggi c'è bisogno che sappia usare i piedi, cosa che fino a 15 anni fa era richiesta da una ristretta rosa di allenatori. Ora il calcio va in questa direzione. E dunque è cambiata la programmazione del lavoro. In un allenamento prima l'80% era tecnica individuale e il 20% tecnica podalica. Ma il portiere così facendo, nella costruzione ha meno certezze e dunque il lavoro è stato portato ad un livello di equilibrio. Ecco, la scelta del portiere è indirizzata verso chi sappia fornire entrambe gli aspetti".

Vicario, Gollini, Carnesecchi, Meret: che pensa di loro?
"Sono tutti di grande prospettiva. Meret è molto giovane ma ha già vissuto, anche se a fasi alterne, una realtà importante, è nel giro della Nazionale in pianta stabile da anni e lui è tra quelli che iniziato a lavorare in modo più specifico sulla tecnica podalica dopo rispetto agl altri. Vicario è stato protagonista di un bel campionato ad Empoli e ora deve riconfermarsi ad uno step superiore. Carnesecchi è stato uno dei giovani più interessanti, ha fatto una grande stagione; Gollini è un '95. è giovane anche se non più giovanissimo: sono tutti portieri che possono fare bene in una squadra importante che abbia voglia di affidargli una maglia da titolare".
Meret perchè ha iniziato più tardi sulla tecnica podalica?
"Perchè a livello di settore giovanile e prima squadra quando ha iniziato ad Udine o anche a Ferrara non aveva questa esigenza così forte del gioco con i piedi. Con Gattuso e Spalletti c'è stata una maggior richiesta. Nel mio ultimo anno a Napoli Meret ha iniziato con Ancelotti e poi con Gattuso c'era una ricerca forte di questo particolare. Dunque da lì abbiamo aumentato il lavoro di tecnica podalica"