Brentford, Kayode: "Vogliamo fare grandi cose. Il periodo alla Fiorentina fondamentale"
Lunga intervista fatta ai microfoni di Sky Sport da Michael Kayode. Queste le sue parole: "Non vedevo l'ora di allenarmi già da quando la stagione era finita. Quest'anno vogliamo fare grandi cose e, se possibile, fare ancora meglio dell'anno scorso".
L'anno scorso c'era quasi delusione per com'è finita…
"Sì, specialmente dopo che Keith Andrews è diventato il nuovo allenatore. Penso che, se mi dovessi mettere nei suoi panni, essendo alla prima esperienza da allenatore di una squadra di Premier League, sinceramente non saprei come iniziare. Invece lui è stato incredibile"
Il Brentford sembra un'oasi felice dove sembra che tutto funzioni benissimo. Cosa ti ha colpito in particolar modo?
"Per me è stato fantastico. Ovviamente, prima di venire qui, mi chiedevo come sarebbe stato cambiare Paese e arrivare in un campionato come la Premier League, uno dei più difficili al mondo. Pensavo a come mi sarei trovato e a come sarebbe andata. Invece è stato tutto spettacolare. Non avrei dovuto preoccuparmi di nulla: da quando sono arrivato qui non ho avuto alcun problema. Penso che il Brentford sia un club incredibile, sia a livello calcistico sia a livello umano. Fin dai primi giorni mi sono trovato benissimo con lo staff, i compagni e tutte le persone che lavorano qui. Per me questo aspetto conta tantissimo, anche prima di ciò che riguarda il campo"
In Serie A ti sei fatto notare, pur con qualche alto e basso.
"Venivo da un periodo in cui avevo fatto il primo anno in prima squadra con Italiano, giocando sempre. Avevo fatto l'esordio e, a 19 anni, aver avuto la possibilità di giocare un intero campionato è stato incredibile. L'anno successivo ci sono stati alcuni cambiamenti e ho giocato un po' meno. Sono convinto che mi sia servito comunque molto, perché penso che si abbia sempre qualcosa da imparare, specialmente quando si è giovani. Nessuno ti regala niente, credo di aver imparato tantissimo nei mesi prima di venire al Brentford, quando non giocavo. Appena sono arrivato qui ho usato quell'esperienza come spinta per dare il massimo, togliermi le mie soddisfazioni e conquistarmi un posto in cui poter fare davvero bene"
Lei, Donnarumma, Tonali, Calafiori. È vero, stiamo vivendo un momento negativo a livello di Nazionale, però vedendo la Premier c'è motivo per essere ottimisti.
"Penso che i momenti difficili ci siano per tutti. Siamo sempre stati abituati a vedere l'Italia come una Nazionale incredibile. Basti pensare anche all'Europeo, che nessuno si aspettava. Sono convinto che torneremo presto a competere in un Mondiale e a fare bene. I giocatori ci sono. Ormai ci sono molti italiani che giocano in Premier League, così come all'estero. Oltre a quelli che giocano in Serie A. Da questo punto di vista non ho paura. Ovviamente non potersi qualificare a un Mondiale è un grande dispiacere. Capisco tutti i tifosi e tutti i giocatori. Al di là della mia convocazione, o meno, avere la possibilità di vedere i compagni che conosci e tutto il Paese festeggiare e vivere la felicità di un Mondiale è qualcosa di incredibile. Però l'Italia è sempre stata una grande Nazionale, sono tranquillo e sono sicuro che tornerà ai suoi livelli".






