De La Fuente: "Mai avuto un dubbio, in 52 giorni nessun problema. Tutti ci studiano"
Luis de la Fuente ha raccontato ad AS il percorso della Spagna durante il Mondiale 2026, sottolineando la fiducia totale riposta nel gruppo e il valore del lavoro costruito negli anni.
Ha mai avuto dubbi durante il Mondiale?
"Nessuno. Nemmeno dopo la prima partita. Non sono consapevole di quello che si dice fuori e credo che per me sia meglio così. Dopo il debutto sapevamo che il nostro percorso era quello. Può capitare una giornata in cui manca l'ispirazione e l'avversario invece ce l'ha, ma la squadra è cresciuta passo dopo passo, migliorando ogni giorno. E soprattutto con un ambiente eccezionale. In 52 giorni non abbiamo avuto nemmeno un problema. È qualcosa di molto difficile da raggiungere".
Il commissario tecnico spagnolo ha poi evidenziato quanto sia stato importante il rapporto costruito con molti giocatori fin dalle selezioni giovanili: "È stato decisivo. Per esempio Unai Simón, Mikel Merino e Rodri sono la generazione con cui abbiamo iniziato nel 2015. Prima avevo già allenato Marcos Llorente in un altro Pre-Europeo. Sembra quasi che si sia chiuso il cerchio di quella generazione con cui abbiamo iniziato quando avevano 16 e 17 anni. La finale del Mondiale è stata il 19 luglio 2026, undici anni prima eravamo diventati campioni d'Europa Under 19 in Grecia. In quell'occasione non c'erano ancora Mikel Oyarzabal e Fabián, per esempio".
De la Fuente ha spiegato anche perché il modello spagnolo continui a essere osservato all'estero: "Da molto tempo. Già ai tempi di Ginés Meléndez. Inghilterra, Francia, Germania... Ci sono stati periodi in cui anche l'Italia veniva spesso a studiare il nostro lavoro. La Germania ha avuto un'epoca con una base molto solida, simile alla nostra. Ma non è semplice, è un processo molto complesso. Servono molti anni di lavoro e il contributo dei club, dove ci sono allenatori preparati che formano bene i calciatori. Il giocatore spagnolo, grazie alla formazione ricevuta fin da piccolo, è quello che interpreta meglio il gioco al mondo".






