Partizan, l'ex difensore Jovanovic colpito alla testa da un ultras scarcerato nel 2021
Momenti di tensione in Serbia, dove Marko Jovanovic, ex difensore e attuale allenatore del Teleoptik, squadra riserva del Partizan Belgrado, è stato aggredito davanti al centro sportivo del club. L'episodio ha avuto enorme risonanza anche per l'identità di uno dei presunti aggressori: si tratterebbe di Djordje Prelic, ex capo ultras del Partizan e già condannato per l'omicidio di Brice Taton, il tifoso del Tolosa morto nel 2009 dopo un brutale pestaggio a Belgrado.
Secondo il racconto dello stesso Jovanovic, pubblicato in un comunicato ufficiale del Partizan, tutto sarebbe nato da una richiesta di alcune maglie dei giocatori della prima squadra. "Quando sono arrivato al centro sportivo ho trovato Prelic insieme ad altri due uomini. Mi ha rimproverato di non avergli procurato le maglie che mi aveva chiesto. Gli ho spiegato che avrei provato ad aiutarlo, ma che in questo momento ero molto provato perché mia sorella è gravemente malata. Mi ha risposto che non gli importava", ha raccontato il tecnico.
Da lì la situazione è rapidamente degenerata. "Si è tolto gli occhiali e mi ha colpito all'improvviso con un pugno alla testa. Ho cercato di difendermi, ma uno degli uomini che era con lui mi ha sferrato un altro colpo", ha aggiunto Jovanovic, trasportato successivamente in ospedale per le cure del caso. Prelic era stato inizialmente condannato a 35 anni di carcere per l'omicidio del tifoso francese Brice Taton, avvenuto prima della sfida di Europa League tra Partizan e Tolosa nel 2009. Dopo una lunga vicenda giudiziaria, la pena fu ridotta a dieci anni e nel 2021 ottenne la libertà condizionale per buona condotta.
Jovanovic ha annunciato di aver presentato denuncia e ha chiesto "una risposta rapida e decisa da parte delle autorità" affinché venga fatta piena luce sull'accaduto






