Casertana, da Siracusa si torna a casa con quattro schiaffi pesanti da digerire, tra rossi lampo e un mal di trasferta conclamato. Con la Salernitana obbligatorio vincere per la città e per dimenticare la figuraccia odierna
Nel lunch match giocato oggi a Siracusa peggiore prestazione stagionale per la Casertana che praticamente è rimasta in albergo contro un Siracusa che, nonostante mille problemi di carattere societario, ha dimostrato cosa significhino orgoglio e dignità. I rossoblù hanno completamente sbagliato tutto ciò che c'era da sbagliare e praticamente camminavano in mezzo al campo. Se l'unico vero tiro in porta arriva nel recupero, significa proprio che oggi è stata una giornataccia. Al di là del pesante risultato sul groppone, i risultati del pomeriggio allontanano il quarto posto e vedono minacciato anche il quinto. Detto ciò, cerchiamo di prendere in considerazione i principali aspetti lasciati in eredità dalla gara in terra siciliana.
FIGURACCIA CLAMOROSA - Alla vigilia, tutti, nemmeno il più pessimista dei tifosi, si aspettava una sconfitta in terra siciliana, soprattutto di queste proporzioni, anzi tutti si aspettavano una vittoria. Niente di più sbagliato. Dalla Sicilia arriva la peggior prestazione stagionale ma soprattutto una figuraccia tra approccio sbagliato, errori difensivi e attacco praticamente inesistente.
LE SCUSE E LA FACCIA - Parliamo ovviamente di Alessandro Degli Esposti, il ds rossoblù che, al termine della debacle siciliana, così come fa sempre nei momenti difficili, ha messo la faccia, cercando di dare, seppur con grande sofferenza, una spiegazione a quanto accaduto e soprattutto ha chiesto scusa a nome di tutti. Inoltre, il ds rossoblù ha cercato di proiettarsi a quel futuro prossimo chiamato Salernitana.
APPROCCIO SBAGLIATO - Tutti avevano avvisato in settimana delle difficoltà di questa partita, invece, è successo quello che tutti gli allenatori non vogliono quando si affronta una squadra di livello più basso. I rossoblù hanno totalmente sbagliato l'approccio alla gara, sbagliando anche le cose più semplici e venendo stritolati dal cuore e dall'orgoglio aretuseo.
DEBUTTO DA DIMENTICARE - Nessuno vuole gettare la croce addosso al ragazzo, anche perché veniva da nove mesi di inattività, ma il debutto in rossoblù di Pietro Martino è stato da dimenticare in tutti i sensi. Sempre in difficoltà contro i dirimpettai siciliani che agivano dalla sua parte, un suo avventato retropassaggio ha aperto la strada alla festa siciliana.
YAYAH, MA CHE FAI? - A completare l'orrenda giornata rossoblù ci ha pensato, quasi a metterci la ciliegina su una torta preparata male, assemblata malissimo e cotta ancora peggio, Yayah Kallon che ha fatto in tempo per farsi cacciare appena entrato e prima ancora farsi ammonire dalla panchina per protestare sulla regolarità del quarto gol. Già diffidato, col giallo si è preso automaticamente la squalifica: col rosso diretto, c'è il rischio che l'attaccante prenda una batosta a livello disciplinare da parte del giudice sportivo.
TU CHIAMALO MAL DI TRASFERTA - Se di solito tre indizi fanno una prova, quattro costituiscono la certezza, e così è per i falchetti. La sconfitta di Siracusa costituisce la quarta sconfitta consecutiva lontano dal Pinto: in queste quattro partite, il bilancio è di quelli che fanno riflettere, e anche tanto: tre gol fatti, dodici subiti. Ancora più impietoso il confronto col rendimento interno, valutando il solo girone di ritorno: otto punti al Pinto, tre esterni ad Altamura.
BATTERE LA SALERNITANA PER LA CITTÀ E TOGLIERSI GLI SCHIAFFI DALLA FACCIA - Adesso è inutile pensare a cosa non è andato oggi (praticamente tutto), adesso è tempo di dimenticare e mettersi in testa che giovedì c'è LA partita: il derby con la Salernitana da vincere a tutti i costi, sia per la classifica sia per togliersi in parte gli schiaffi dalla faccia. Ovviamente ci vorranno la perfezione e un atteggiamento diverso da quello odierno.






