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Salvezza a Cesena e scudetto a Napoli

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Redazione Tuttocesenaweb.it
Fonte: Eric Malatesta per Il Bianconero
lunedì 5 gennaio 2015, 16:00La storia siamo noi
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05.01.2015 16:00La storia siamo noi
Il Bianconero, testata ufficiale del Cesena Calcio a cura del Coordinamento Clubs Cesena, è distribuito allo stadio e nelle edicole in occasione delle gare all'Orogel-Manuzzi dei bianconeri. Anche on line su www.cesenacesena.com
Marco Rossi/TuttoCesena.it
Marco Rossi/TuttoCesena.it

Un denominatore che accomuna la storia di Cesena e Napoli è senza dubbio Albertino Bigon. L’allenatore padovano, ex calciatore del Milan con cui vinse uno scudetto, riuscì, sul finire degli anni ’80, a traghettare i bianconeri a due salvezze consecutive in A per poi andare a Napoli e vincere lo scudetto assieme a Maradona. L’anno che sancì il debutto nel calcio italiano che conta fu il 1987: Bigon arrivava dalla Reggina e il Cesena gli diede la possibilità di cimentarsi in panchina con la serie A. Fu subito un successo col Cavalluccio Marino che sotto la guida dell’emergente tecnico, all’epoca quarantenne, colse un brillante nono posto in classifica a quota 26 (la vittoria valeva ancora 2 punti). In quella stagione, l’ultima giocata nel vecchio stadio con i pali Innocenti, la rosa bianconera era composta tra gli altri dai vari Sebastiano Rossi, Cavasin, Bordin, Aselli, Cuttone, Bianchi, Jozic, Di Bartolomei, Lorenzo, Rizzitelli e Traini.

Un Cesena costruito sul blocco che aveva vinto lo spareggio di San Benedetto del Tronto contro il Lecce per approdare nella massima serie.
Nella stagione successiva, invece, il Cesena si piazzò al 10° posto, in coabitazione con Lazio, Verona, Ascoli e Bologna, tutte finite a braccetto a quota 29 punti. Due punti sotto, a quota 27 si retrocedeva in B, e nel baratro finirono Torino, Pescara, Pisa e Como. In quella rosa figuravano anche lo svedese Holqvist, capace di segnare il suo unico gol nell’1-0 sul Milan di Sacchi, poi Chierico, Limido, Gelain, Domini e bomber Agostini a segno 11 volte in campionato.
In entrambe le stagioni, il Napoli passò al Manuzzi imponendosi per 1-0: il 13 settembre 1987 quando alla prima giornata si presentò con lo scudetto cucito sul petto e segnò con Bagni, poi il 30 ottobre 1988 con Carnevale su assist di Maradona dopo che al 90’ Traini aveva fallito il tiro dal dischetto e sprecato la possibilità di pareggiare i conti.
Le due esaltanti stagioni alla guida dei romagnoli diedero a mister Bigon la chance di cimentarsi ancora più in alto: guarda caso sulla panchina partenopea. All’ombra del Vesuvio, il tecnico veneto seppe vincere lo scudetto al primo tentativo, portando per la seconda volta il tricolore sulle maglie azzurre campane.

Fonte: Eric Malatesta per Il Bianconero

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