Napoli: Tutto Insigne , dal Pescara di Zeman a Euro2016
“Ricordo il primo provino con il Napoli. Arrivai al campo con largo anticipo accompagnato dai miei genitori. Fui scartato. Ci rimasi male, ma non mi arresi. Me lo hanno insegnato i miei genitori a non mollare mai. Per aiutarli ho lavorato per un periodo nel mercato di Frattamaggiore. Mi svegliavo alle 6 e spesso dormivo prima degli allenamenti. Nella mia testa il calcio era un pensiero fisso. Sapevo che con l’impegno e la costanza avrei potuto coronare il mio sogno”. L’universo, calcistico ma non solo, osservato dalla prospettiva di Lorenzo Insigne è una dimensione in cui intrufolarsi con sfrontatezza e con la forza di certi valori autentici capaci di fare la differenza in campo e fuori. Da quel primo provino con il Napoli andato male, di tempo ne è passato e (per fortuna) siamo ancora qua (come recita il coro dei tifosi) ad ammirare e godere delle gesta in azzurro dello scugnizzo nato a Frattamaggiore il 4 giugno di 25 anni fa.
E’ cresciuto a pane e pallone, - da spedire, preferibilmente, a giro sotto l’incrocio – Lorenzo Insigne. Un gesto tecnico che ha fatto il giro del mondo arrivando fin dentro casa Insigne nel nome di Alessandro Del Piero. L’idolo di sempre, del quale, un piccolo Lorenzo teneva un poster in stanza e desiderava ripercorrerne i successi. Con la maglia azzurra del Napoli, ovviamente. La scalata di Insigne nel calcio, un mondo dove è il talento a misurare la grandezza e non l’altezza, è stata progressiva e costante. Dal Foggia al Pescara, nel segno inconfondibile del suo mentore Zeman, poi finalmente il ritorno al Napoli al fianco di campioni del calibro di Cavani ed Higuain.
“E’ un ventenne nato vecchio”, lo descrive così Antonio Ottaiano, uno dei suoi due procuratori (l’altro è Fabio Andreotti). Fuori dal campo per Insigne esiste solo la famiglia, composta dalla moglie Genny e i due figli Carmine e Christian, dal cui affetto Insigne è stato circondato in quello che forse, anzi sicuramente, è stato il momento più difficile della sua carriera, coinciso con l’infortunio al ginocchio destro del 9 novembre del 2014 contro la Fiorentina.
Da quella buca sul prato del Franchi, Insigne ne è uscito più forte di prima, proprio come fece il suo idolo Del Piero, ed oggi, a soli 25 anni, si appresta a vivere la sua seconda grande esperienza con la Nazionale, dopo il mondiale del 2014. Con 12 gol in Serie A (miglior marcatore italiano dopo Pavoletti) ha stabilito il suo record di reti contribuendo alla conquista del secondo posto del Napoli, utile per l’accesso alla prossima edizione della Champions League. Un palcoscenico a cui Insigne è già abituato e dove ha già regalato perle...


