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Fino alla fine, fino all'ultimo: Juve croce e delizia, il DNA non cambia

07.11.2019 14:53 di Ivan Cardia    articolo letto 6508 volte
Fino alla fine, fino all'ultimo: Juve croce e delizia, il DNA non cambia
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Dodici vittorie su quindici partite giocate. Ruolino di marcia perfetto, o quasi, per la Juventus di Maurizio Sarri, che in questo primo di scorcio di stagione ha lasciato pochissimi punti per casa. Dei dodici successi, però, soltanto due sono arrivati con più di un gol di scarto, tra l'altro nel giro di tre giorni: il 2-0 sulla SPAL (28 settembre) in campionato, il 3-0 sulla Lokomotiv Mosca (1 ottobre) in Champions League. Poi, qualche 1-0, un rocambolesco 4-3 e tanti 2-1: ben sette, quasi un marchio di fabbrica per la Vecchia Signora che vince sì, ma di misura. E spesso all'ultimo: ben cinque vittorie sono arrivate infatti grazie a gol decisivi segnati nell'ultimo quarto d'ora di gioco.

CROCE - È un vizietto già caro alla Juve di Allegri, che a lungo ha rimproverato alla propria squadra un problema analogo: la difficoltà nel chiudere le partite. Non è ovviamente quello che è successo ieri sera a Mosca, dove semmai i bianconeri hanno acciuffato la vittoria a tempo quasi scaduto. Ma l'abitudine al gol di misura, al compitino se vogliamo, è datata. Per rimanere all'anno scorso, 17 vittorie sulle 35 stagionali sono arrivate con una sola rete di scarto sull'avversario. Nonostante, soprattutto in Serie A, la squadra campione d'Italia non abbia mai davvero il dubbio su come finirà la partita.

E DELIZIA - Qui sta proprio la forza del DNA Juve. Alla fine, sa di poter vincere. Di più: sa che vincerà, quasi sempre. In qualsiasi minuto, anche all'ultimo. Come se il successo fosse una condizione naturale, per chi ne ha ottenuti così tanti in anni recenti. La partita semplicemente scorre, mentre i bianconeri aspettano il momento in cui volgerà a loro favore: il bello (per loro) è che succede quasi sempre, anche in queste prime fasi dell'era Sarri. Per un lampo di Douglas Costa, una doppietta di Dybala, un autogol di Koulibaly: fino alla fine, come recita quello che è qualcosa in più di un motto per i bianconeri. Un modo di vivere il calcio: tanto, alla fine, Bonucci e i suoi sanno chi sorriderà al triplice fischio. Piccolo appunto: soprattutto in Europa, non sempre basta. E mettere almeno un paio di gol di vantaggio sul proprio avversario, alle volte, può aiutare.

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