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Un campionato falsato dalla Giustizia Sportiva. Adesso cosa accadrà? Quella sulla Juventus è una decisione da Ponzio Pilato. E che condizionerà anche il mercato di tutte le contendenti alla Champions

Un campionato falsato dalla Giustizia Sportiva. Adesso cosa accadrà? Quella sulla Juventus è una decisione da Ponzio Pilato. E che condizionerà anche il mercato di tutte le contendenti alla Champions TUTTOmercatoWEB
Marco Conterio
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Marco Conterio
venerdì 21 aprile 2023, 07:15Editoriale
Inviato di Tuttomercatoweb, è in RAI con 90° Minuto, Calcio Totale e Notte Azzurra. Ha lavorato con Radio RAI, Il Messaggero e Radio Sportiva

Falsato. Viziato. Condizionato. Nanni Moretti ha snocciolato una delle frasi più vere e profonde dei nostri tempi. 'Le parole sono importanti'. Dunque Giustizia, ovvero la 'costante e perpetua volontà di dare e riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto'. Non giustizialismo, non fretta, non la necessità di arrivare alla fine di un percorso inficiando e condizionando, falsando e viziando la vita, i comportamenti, gli approcci e gli atteggiamenti di giocatori, allenatori. Di professionisti. Perché in qualsiasi lavoro, in qualsiasi ambito, un ambiente laddove regnano negatività non portano risultati ed effetti positivi. Così è stato per la Juventus, per i suoi giocatori, per il suo allenatore, perché siamo tutti uomini e chiunque in quella situazione ne sarebbe stato condizionato. Perché la Giustizia Sportiva ha voluto usare subito la scure, senza attendere i tempi, con tutto quel che è stato, ne è conseguito? La decisione Ponziopilatesca di ieri racconta al meglio tutti questi mesi di paradossi: il Collegio di Garanzia del Coni ha deciso di restituire i 15 punti di penalizzazione alla Juventus, rinviando sentenza e decisione alla Corte d'Appello che rimodulerà l'accusa.

Cosa succederà adesso: i prossimi passi e gli scenari
Il Collegio di Garanzia ha un mese di tempo per pubblicare le motivazioni anche se le indiscrezioni dicono che dovrebbero arrivare tra 10-15 giorni circa. La Procura Federale dovrà ricostruire i capi d'imputazione e da lì capirà se puntare ancora sull'Articolo 4, che parla di lealtà sportiva, o se porterà i capi d'accusa solo sull'Articolo 31, dunque sull'illecito amministrativo. La Corte d'Appello dovrà valutare il comportamento di Juventus sul caso plusvalenze per la terza volta e le indiscrezioni dicono che la sentenza arriverà tra la terza e la quarta settimana di maggio. La Corte d'Appello avrà una composizione diversa e potrà assolvere la Juventus, condannarla a 15 punti o a una sanzione diversa (pecuniaria o di punti): questa dovrà essere afflittiva, chiaramente a metà maggio sarà diversa rispetto a gennaio. La Procura aveva chiesto 9 punti, erano stati inflitti invece 15, decisione ritenuta ragionevolmente eccessiva anche da Taucer. Fare qualsiasi ipotesi, adesso, senza conoscere le motivazioni è prematuro: le indiscrezioni dicono che in caso di presenza, in queste di elementi che rimandino alla slealtà sportiva, la Procura punterà su una richiesta da 9 punti, come inizialmente chiesto da Chinè. Occhio, però: perché ogni sentenza sarà appellabile e dunque i tempi rischierebbero di allungarsi, rischiando di portare la data dell'ulteriore step giudiziario a campionato finito.

Uno scenario negativo. Per tutte le squadre di A
Chi crede che questi tempi non siano una scure per tutte le formazioni impegnate nella corsa Champions si sbaglia. Un ipotesi: la Juventus arriva tra le prime quattro, poi a giugno inoltrato, dopo un ipotetico ricorso al Collegio di Garanzia, lo scenario cambia nuovamente. Eppure le squadre iniziano a programmare già da adesso, a comprar giocatori, a stabilire strategie. A definire eventuali rinnovi, a blindare giocatori, a decidere i budget. Come può la Roma, o l'Inter, o il Milan, o la Lazio, o l'Atalanta, o la Juventus stessa, programmare la prossima stagione con questo scenario? Arrivando magari, a campionato finito, ma senza la certa certezza di essere davvero in una competizione europea o meno. Per questo il campionato è falsato, così come le strategie future. Perché è tutto sub judice, perché c'è stata voglia di giustizialismo piuttosto che di giustizia nei suoi tempi, nei modi.

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