SONO 12 TURNI, UN TERZO DEL CAMPIONATO. NUMERI CHIARI: VIOLA DA METÀ CLASSIFICA. SEI SCONFITTE SONO LA VERA FOTOGRAFIA. EVIDENTE LA DIFFERENZA CON LA ROMA. FRANCHI SVUOTATO, LA PROPRIETÀ RIFLETTA. FIRENZE AMA TUTTO, TRANNE VIVACCHIARE…
Pioli a fine partita era arrabbiato, ce l’aveva coi suoi uomini, rei di aver giocato solo un tempo e di essere rientrati in campo con la testa altrove. Il tecnico era convinto di aver stimolato a dovere la squadra e di averla preparata per questo difficile impegno e invece, ancora una volta, ha dovuto fare i conti con un’amara realtà. Detto che lo spogliatoio è composto da bravi professionisti, non ci sono prime donne, che l’impegno non manca mai, la verità forse è un’altra: la Fiorentina più di così non può fare, quantomeno al cospetto di squadre come la Roma.
I giallorossi recitano un film diverso, fanno un altro campionato. In 11 gare (con la Samp devono recuperare) hanno subìto solo 7 gol (di cui 2 a Firenze e nelle precedenti 4 trasferte la porta era rimasta inviolata); al Franchi hanno fatto il record assoluto della serie A conquistando la vittoria numero 12 consecutiva in trasferta e qualche giorno prima avevano asfaltato il Chelsea, mentre i viola si leccavano le ferite di Crotone… Potremmo parlare anche di monte ingaggi, fatturato, valore della rosa, il discorso però ci porterebbe lontani.
I numeri non sono tutto, ma aiutano a capire: la Fiorentina ha giocato 12 partite e ne ha perse 6, cioè la metà. La proiezione a fine stagione darebbe un risultato sconfortante… Meno male che non ama il pareggio, solo uno con l’Atalanta e infatti le vittorie sono state 5 in tutto. I viola hanno già subito 17 gol, altro dato preoccupante. Continuando così a maggio saranno più di 50 e con questo passivo non si potrà andare da nessuna parte.
Siamo praticamente ad un terzo del cammino, ci sono elementi sufficienti per varare un piccolo bilancio: questa Fiorentina vale la metà della classifica. Magari il girone di ritorno dirà altro, magari ci presenterà viola molto concreti nell’ottenere punti pesanti, ma un conto è la speranza - del resto l’ottimismo militante si trova anche a Firenze -, un altro è la valutazione tecnica di un gruppo.
Accompagniamo la Fiorentina nella sua delicata stagione, stiamole vicino, ma non pretendiamo nulla di più perché la sensazione è che il massimo sia già lo spettacolo attuale. Una squadra con alcuni nodi da sciogliere e poche certezze. Se i primi avranno soluzioni positive, allora lo scenario muterà. In caso contrario sarà un’annata da sbadiglio, nonostante la buona volontà di Pioli e dei suoi calciatori.
Il Franchi ha perso la media di 4mila spettatori a partita, mentre il calcio italiano segnala un momento di controtendenza. Per Firenze è una notizia perché qui allo stadio sono sempre andati, a prescindere dal valenza della Fiorentina di turno. Ecco, quello che più colpisce è il clima che si respira intorno alla Fiorentina: noia, nostalgia, un po’ di tristezza, assenza totale di entusiasmo. Il 1 novembre la società viola ha aperto i cancelli ai tifosi per seguire l’allenamento: iniziativa lodevole che speriamo possa essere replicata spesso. Eppure la risposta è stata molto bassa, circa 500-600 presenti. Anche questo è indicatore del periodo.
Tutti passaggi negativi sui quali dovrebbe riflettere la proprietà Della Valle. Non si tratta di discutere di un paio di posizioni in più o in meno in classifica, quanto della passione viola che ha subìto un duro colpo. Firenze ama tutto, tranne vivacchiare. Forse sarebbe opportuno porvi rimedio. Possibilmente in tempi brevi.


