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IO STO CON ROCCO COMMISSO. IL RILANCIO PROSEGUE. IERI IN SEDE UN TEAM DI MANAGER AMERICANI PER STUDIARE I CONTI E INTERVENIRE SUL FAIR PLAY FINANZIARIO. JUVE, RIBERY LANCIA LA SFIDA E CARICA TUTTI. PATTO CON BOATENG

12.09.2019 00:00 di Enzo Bucchioni    per firenzeviola.it   articolo letto 394 volte

Visto che siamo in tema di slogan, potrei suggerirne un altro: “Io sto con  Rocco Commisso”. E perché sto con gli Americani è fin troppo facile, perché hanno una visione dello sport che affascina, ogni gara è uno spettacolo, vissuto con toni agonistici esasperati, ma con altrettanta esagerata correttezza, fair play vero, che trascina i tifosi, le famiglie con i bambini, elettrizza città intere. Sto con Rocco perché ha capito subito che Firenze è un terreno fertile, l’ideale per provare a dare al calcio una dimensione diversa anche in Italia. Nelle sue idee va seguito, appoggiato, incoraggiato e spinto, mi piace Firenze culla di un laboratorio calcistico, sede del rinascimento di uno sport troppo spesso senza valori, prigioniero del business esasperato, che oggi offre solo spettacolo relativo.

Sto con Commisso che con coraggio, da uomo di sport e di vita, ha richiamato duramente gli ultrà che sbagliano sull’Heysel, sul razzismo, sui meridionali. Spero che i capi capiscano e si facciamo promotori di una sensibilizzazione vera nelle curve e fra i tifosi in genere. Smettetela per sempre. Ho già scritto che a Firenze è partita l’operazione simpatia, bel calcio, spettacolo e cultura.

La bellezza di Firenze e la bellezza della Fiorentina unite in un’unica idea di futuro. Conviene a tutti seguire Rocco su questa strada, per il bene della Fiorentina. Per fare un esempio, ricordo quando Paolo Mantovani comprò la Sampdoria più di trent’anni fa. Personaggio diverso da Commisso, ovvio, ma con gli stessi principi. Impose agli ultrà comportamenti positivi, si liberò delle negatività, trasformò la Sampdoria in una squadra giovane e simpatica, prese i migliori talenti giovani italiani e vinse uno scudetto storico nel 1991. Ci vedo tante similitudini, lo ripeto: seguite Rocco.

Le idee sono tante e sono chiare. Alcune le conosciamo, Commisso e Barone ne hanno già parlato, altre ne stanno studiando. Ci sono progetti e piani nel cassetto che stanno correndo all’insegna del fast fast fast… Il ritmo degli americani è pazzesco. Ieri è piombata in sede una squadra di manager americani di Commisso che hanno il compito di studiare a fondo la situazione economica della Fiorentina, ma anche di capire il calcio italiano in generale, il fair play finanziario in particolare.

Il nuovo proprietario della Fiorentina vuole sapere come fare a intervenire con capitali propri come è stato consentito ad altre società, non si accontenta dei 5 milioni che può immettere per la sponsorizzazione Mediacom secondo le regole attuali, vuole “dei multipli di cinque”, come dice lui. Insomma, sta cercando di trovare delle soluzioni alternative per rispettare comunque il fair play, se non riuscirà a farlo modificare a breve, ma con il fatturato della Fiorentina da far crescere in fretta. Un lavoro che dovrà porre le basi economiche per il rilancio tecnico. Non si può fare una grande squadra senza avere conti all’altezza, non si possono portare grandi giocatori se non si alza il monte ingaggio, non si può uscire da questo limbo se non cambia radicalmente la situazione economica. L’avevano ampiamente capito anche i Della Valle, puntarono tutto sulla Cittadella Viola per alzare il fatturato, ma con i tempi biblici italiani e la burocrazia imperante, tutto è morto prima di cominciare.

Rocco ha dato mandato ai suoi di cercare strade diverse, di proporre soluzioni alternative, vuole combattere le regole e la burocrazia per fare tutto in fretta. Non ama aspettare, in tre anni vuole riuscire a centrare l’obiettivo per riportare la Fiorentina in Champions. E Rocco non si ferma, gli ostacoli non gli fanno paura, tocca ai suoi uomini cercare di rimuoverli. Come? Lo sapremo quando questi manager avranno finito il loro lavoro e Rocco avrà deciso quale strada prendere. Ma statene certi, si faranno le cose rapidamente. Guardate la vicenda stadio. Rocco ha commissionato subito e pagato, pochi giorni dopo essere arrivato a Firenze, un progetto di ristrutturazione del Franchi, parcella da 500 mila euro. Il progetto è già in mano sua e sono appena tre mesi che ha comprato la Fiorentina. Più, naturalmente, c’è il progetto presentato dall’architetto Casamonti, ma questo per dire a che velocità diversa dalla nostra operino gli americani. E anche attraverso la ristrutturazione dello stadio potrebbero arrivare denari freschi, magari pensando a una Mediacom Arena o a qualche altra entità economica che abbia voglia investire sulla Fiorentina e Firenze.  

L’unica speranza è che qualcuno non si svegli una mattina per ostacolare il vento innovatore di Rocco, conosciamo bene il nostro calcio e il nostro Paese. Ma Rocco è una ruspa, sta lavorando anche sul centro Sportivo con grande intensità anche se la piana di Campi, diciamolo, non convince appieno per la dislocazione e le tante attività già in essere. Vedremo.

Intanto siamo già ampiamente in clima-Juventus. Da oggi Montella passerà a preparare la sfida in tutti i dettagli con il ritorno dei Nazionali al completo. C’è una carica pazzesca. Dal Centro Astori si racconta di una squadra che ha voglia di iniziare il nuovo corso del campionato con un’impresa. E Frank Ribery è già il leader del gruppo. E’ lui che parla con i compagni più giovani, li consiglia, li rassicura, racconta come si affrontano e si vincono sfide del genere. Ribery e Boateng hanno fatto un patto: vogliono prendersi sulle spalle questo gruppo. Soprattutto il francese ha la voglia matta di diventare più in fretta possibile un idolo di Firenze e uno dei grandissimi protagonisti del calcio italiano. In competizione con Ronaldo, ovvio. E’ questa la molla che ha portato Ribery in Italia. E Cristiano Ronaldo è già all’orizzonte e stimola la voglia di mille rivincite e di mille imprese.

Il patto fra Ribery e Boateng è una spinta in più per la Fiorentina e una città intera che conosce la forza impari della Juve, ma sa anche che certe imprese sono possibili quando c’è un’energia positiva come quella che oggi si sprigiona dalla Firenze di Rocco. 


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