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LOVISA A FV, VIOLA, STAVOLTA VINCI LA COPPA. A LEGNAGO PER CRESCERETUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
giovedì 21 gennaio 2021 00:00L'esclusiva
di Andrea Giannattasio
per Firenzeviola.it

LOVISA A FV, VIOLA, STAVOLTA VINCI LA COPPA. A LEGNAGO PER CRESCERE

Si avvicina a grandi passi l’appuntamento di questo pomeriggio al Gewiss Stadium tra l’Atalanta e la Fiorentina: dopo tre mesi di stop forzato a causa della seconda ondata di Covid-19, è pronta a tornare in campo anche la categoria Primavera e ad aprire le danze di una seconda parte di stagione che si annuncia molto intensa sarà la finalissima di Supercoppa tra i nerazzurri campioni d’Italia e i viola di Aquilani, vincitori della Coppa nazionale lo scorso 26 agosto sul Verona. Una sorta di replay della passata edizione, quando a vincere furono i nerazzurri per 2-1: tra i protagonisti di quella partita e, in assoluto, tra le rivelazioni dell’ultima annata della Fiorentina c’era Alessandro Lovisa, centrocampista classe 2001 oggi in prestito al Legnago in Serie C. Firenzeviola.it, a poche ore dall’impegno della Primavera, ha raggiunto Lovisa in esclusiva per parlare della gara di oggi e per fare un bilancio dei suoi primi mesi nel calcio dei “grandi”.

Lovisa, se l’aspettava così la sua prima esperienza tra i professionisti?
“Sapevo che avrei incontrato delle difficoltà: è normale, quando ti confronti con una categoria tutta nuova che non ha nulla a che fare con la Primavera un periodo di ambientamento ci dev’essere. In squadra e tra gli avversari ho trovato gente esperta, che anche solo in allenamento gioca su ogni pallone alla morte, dando tutto. Dopo la prima parte di parentesi al Gubbio, adesso voglio dare il meglio al Legnago”.

Che differenze ha riscontrato per adesso tra Gubbio e Legnago?
“Sicuramente nel Gubbio c’era un livello qualitativo più alto, specie nel reparto avanzato: lavorare tutti i giorni assieme a calciatori del calibro di Pasquato e Gomez è davvero una risorsa e sono stato aiutato molto da loro. Qui al Legnago la qualità è più bassa ma cerchiamo di sopperire con l’intensità, la corsa e la grinta. Possiamo fare una buona seconda parte di stagione”.

E lei cosa chiede a se stesso da qui a giugno?
“Speravo di poter fare un grande campionato a Gubbio ma non è stato possibile. Sono venuto al Legnago per alzare il mio rendimento e ho davanti a me un intero girone di ritorno per mettermi in mostra. Dovrò sfruttare ogni singola occasione che mi verrà data per aiutare la squadra e farmi notare anche dalla Fiorentina”.

È ancora in contatto con l’ambiente viola?
“Certo, conservo un rapporto speciale con tanti componenti della Primavera di un anno fa ma anche con alcuni elementi della prima squadra: abbiamo un gruppo Whatsapp in cui ci sentiamo tutti i giorni e mi dispiace molto che il campionato dei ragazzi si sia fermato, costringendo tutti a tre mesi di stop”.

Oggi alle 18:30 ci sarà la rivincita della finale dell’anno scorso: seguirà la partita?
“Certo e farò il tifo per la Fiorentina: sarà una partita completamente diversa da quella di un anno e mezzo fa. Non ci sarà il pubblico e il ritmo sarà diverso, visto che sarà la prima gara dopo un lungo stop. Inoltre l’Atalanta ha cambiato tanti elementi rispetto ad un anno fa: nel 2019 c’era un divario tecnico evidente anche se poi abbiamo avuto le nostre occasioni per pareggiare fino alla fine. Stavolta la Fiorentina però può vincere”.

Quando avete preparato la fine di Coppa Italia, anche allora eravate reduci da un lungo stop: qual era l’incognita più grossa?
“Nessuno sapeva come arrivavamo alla gara sotto l’aspetto fisico: se, cioè, meglio del Verona o peggio del Verona. Tanti ci dicevano che eravamo messi peggio però poi la differenza l’ha fatta la qualità da centrocampo in su che abbiamo dimostrato. Quella di stasera sarà una gara strana, con squadre lunghe che avranno tante occasioni: l’importante è che la Fiorentina stia brava a tenere i reparti corti”.

C’è un giocatore che spesa o pensa possa essere decisivo?
“Dico Dalle Mura, visto che so che presto andrà a giocare in prestito in Serie B: è giusto che uno come lui, pur essendo un 2002, vada a fare esperienza coi grandi. In Primavera non c’entra nulla, uno con la sua qualità lì è sprecato. Christian è un ragazzo d’oro e gli auguro il meglio: sia oggi a Bergamo che poi nel calcio dei grandi”.

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