Kean resta il re ma Piccoli convince: la Fiorentina scopre il suo vero dilemma
La Fiorentina scopre il suo dilemma più affascinante proprio lì dove non può permettersi equivoci: al centro dell’attacco. Kean o Piccoli, non Kean e Piccoli. Le prove estive di Pioli avevano raccontato un’idea ambiziosa, ovvero farli dialogare insieme a Gudmundsson in un 3-4-1-2 che prometteva gol e spettacolo. È durata poco. Quel sistema è naufragato rapidamente e oggi la sensazione è netta: la convivenza stabile tra i due non è sostenibile. Potrà capitare in emergenza ma la scelta combinata resta complicata. Moise Kean resta il riferimento tecnico e simbolico dell’attacco viola. È più forte, più esplosivo e - la storia parla da sé - più decisivo. E infatti, a parità di condizione fisica, il posto da titolare resta il suo. Il problema è proprio lì: la caviglia. Un fastidio che si trascina da un mese e che domenica Vanoli ha raccontato senza giri di parole: “Era gonfissima”. Il tecnico, però, spera di riavere il suo bomber già da domani alla ripresa degli allenamenti. In attesa del rientro pieno di Kean, la Fiorentina ha dovuto cercare risposte altrove. E le ha trovate.
Piccoli, la sostanza che fa respirare la squadra
A Bologna è arrivata una risposta importante. Piccoli ha segnato un gol tanto goffo quanto prezioso, ma soprattutto ha offerto una prova di personalità e di sostanza, lontana anni luce dalle prestazioni impacciate viste contro Mainz o Losanna, quando sbagliava tutto lo sbagliabile. Con lui la squadra gioca meglio: si cerca, si trova, respira. Nel primo tempo del Dall’Ara è stato un punto di riferimento costante, utile per far salire i compagni, e per giocare - spesso - per gli altri. Non a caso abbiamo visto tanti uomini viola riempire l’area avversaria, cosa mai successa prima. Merito di una condizione fisica in crescita, certo, ma anche di un nuovo modo di stare in campo. Piccoli è meno appariscente, ma più funzionale. E questo oggi pesa.
Il dualismo come risorsa
Le gerarchie, ad oggi, restano consolidate: Kean è il favorito, Piccoli l’alternativa che migliora il collettivo. Ma il vero punto è un altro. Vanoli ha superato il suo periodo più difficile prendendosi rischi e facendo scelte coraggiose, compresa quella, pesantissima, di togliere la fascia a Ranieri. Ritrovata una nuova autostima, il dualismo tra Kean e Piccoli può diventare una ricchezza. Non un problema, ma un’opzione. Ecco perché già in questa settimana, se davvero Kean tornerà pienamente ristabilito, Vanoli potrebbe ritrovarsi con il più classico (e più sano) degli imbarazzi: scegliere. Un lusso per un allenatore che, oggi più che mai, sta dimostrando il proprio valore.






