L'incoronazione al Duomo, la carriera nel solco del padre e la missione 'centenario' viola: ecco chi è Giuseppe Commisso e come cambia il Cda viola
Come Carlo Magno a San Pietro, come Napoleone Bonaparte a Notre-Dame. Secoli dopo, per la solennità del posto in cui di fatto è avvenuto il passaggio di consegna, l'incoronazione di Giuseppe B. Commisso nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, al Duomo, sotto la Cupola del Brunelleschi, appare simile a momenti che tutti noi abbiamo studiato nei libri di storia. La comunicazione ufficiale è arrivata qualche ora dopo, ma già ieri il figlio di Rocco Commisso parlava da nuovo presidente. Per toni e discorso, il suo era un appello al popolo, quasi un comizio, concluso con applausi scroscianti tipici di ben altri contesti a seguito del suo "Forza Viola" urlato a squarciagola dal pulpito di una cattedrale del 1200 - anche questo, che piaccia o no, entrerà nella storia-.
Una forma, quella mostrata dall'ex "delfino" di famiglia, che ricalca un personaggio che si preannuncia pittoresco. Il contenuto rimane, e quindi Giuseppe B. Commisso è il nuovo presidente della Fiorentina; è chiamato a raccogliere un’eredità pesante e a non rendere il 2026, centenario del club, l'anno peggiore della storia della Viola. La sua nomina è arrivata al termine dell’assemblea dei soci e si inserisce in una linea di continuità societaria ben definita: il consiglio di amministrazione ha infatti confermato Mark Stephan come Chief Executive Officer e Alessandro Ferrari nel ruolo di General Manager, a garanzia della stabilità manageriale del club. Fuori dal Cda, composto da queste quattro figure (Giuseppe e Catherine Commisso, Alessandro Ferrari e Mark Stephan) il referente del lato sportivo sarà Fabio Paratici (Ds della società dal 4 febbraio prossimo).
Ma, oltre alla forma appunto, c'è un personaggio ancora da inquadrare, ben diverso dal rampollo conosciuto a Firenze e dintorni all'inizio dell'era Commisso a Firenze. Quarantacinque anni, figlio dell’imprenditore italo-americano che nel 2019 aveva rilevato la Fiorentina, Giuseppe Commisso non è un volto nuovo nella governance viola. Negli ultimi anni ha già ricoperto incarichi di rappresentanza per la società. Nel suo primo intervento da presidente, Commisso junior ha ringraziato anche la madre Catherine, entrata nel consiglio di amministrazione come ulteriore segnale di impegno familiare. «Desidero esprimere il mio pieno sostegno a Mark Stephan e ad Alessandro Ferrari, la cui leadership e continuità manageriale rappresentano un elemento fondamentale per il presente e il futuro del Club. Colgo inoltre questa occasione per ringraziare mia madre, Catherine: la sua nomina nel Consiglio di Amministrazione come membro riflette la continuità dell’impegno della nostra famiglia, seguendo le orme di quanto fatto da mio padre, Rocco. Sono profondamente determinato a portare avanti l’eredità di mio padre e la visione che ha costruito per la Fiorentina. Continueremo a lavorare con determinazione per rafforzare il Club, nel pieno rispetto dei suoi valori, della sua storia e del legame con la città e i suoi tifosi, così come mio padre ha fatto fino ad oggi.»
Della sua bio sappiamo poco. Di certo non è un peccato dire che, a differenza di Rocco Commisso, il suo profilo non corrisponde alla figura del 'self-made man', ma si poggia molto sull'eredità e sul solco tracciato da un imprenditore miliardario. Sul piano accademico e professionale, Giuseppe B. Commisso ha seguito un percorso di formazione negli Stati Uniti, combinando competenze tecniche e manageriali. È laureato in Ingegneria Civile alla Columbia University e ha successivamente completato il Cable Executive Management Program della Harvard Business School, promosso dalla CTAM Educational Foundation. Parallelamente alla carriera nel gruppo Mediacom Communications, dove ha ricoperto incarichi dirigenziali nell’area finanziaria e strategica, Commisso è entrato nella governance dell’ACF Fiorentina, diventando membro del Consiglio di Amministrazione del club già prima della nomina a presidente. Un percorso che unisce formazione accademica di alto profilo ed esperienza gestionale, maturata tra il settore delle telecomunicazioni e quello sportivo.
Sul piano privato, anche qui molte lacune. Una relazione (terminata qualche mese fa) con Erica, italo-brasiliana con cui ha vissuto a Firenze per i primi anni dell'era Commisso, poi la partenza nel periodo post-covid - di fatto è tornato solo nelle ultime ore, a cinque anni di distanza dall'ultima volta e con un cambiamento anche fisico notevole-. Non parla italiano ma negli ultimi anni ha lavorato molto sulla comunicazione e sulla prossemica. Un nuovo personaggio da sbloccare e da scoprire, uno che sembra poter seguire il solco del padre anche per quanto riguarda la dialettica 'squillante'. Un nuovo re per Firenze, entrato tutt'altro che in punta di piedi, ma urlando il suo amore per la squadra dal pulpito del Duomo.






