De Gea lo spettatore: le sue spiegazioni e il dossier con gli errori stagionali
Minuto 32 di Udinese-Fiorentina. Zaniolo sbeffeggia Parisi dopo un fallo e l'esterno viola si innervosisce. Ne nasce un parapiglia da cui l'arbitro estrae un giallo per Parisi e uno per Ehizibue che si è accapigliato nella bolgia. Qual è la particolarità di questa scena? Che il capitano della Fiorentina, David De Gea, ha potuto osservare solo da lontano senza realmente intervenire. Una metafora della stagione dello spagnolo che dopo aver fatto i miracoli un anno fa, oggi sembra solo uno spettatore di una Fiorentina che affonda ogni volta che ha la possibilità di riemergere.
Le parole del post-partita
Almeno stavolta nel post ci ha messo la faccia, lui che è abbastanza restio a parlare davanti ai microfoni e anche nello spogliatoio preferisce una leadership silenziosa. Parole abbastanza dure che però raccontano come nella squadra viola non sia chiaro quale sia il germe che fa scendere in campo i giocatori senza la bava alla bocca in una situazione del genere. Commentando il primo gol, sul quale qualcuno ha visto delle sue responsabilità visto che il pallone è passato dall'area piccola, De Gea ha detto: "Sicuramente la palla è bassa ma guardandolo dalla tv sembra sempre facile. Ma tanto anche se non l'avessi parata, avremmo preso gol lo stesso per come stavamo giocando". Dichiarazioni che lasciano più di qualche perplessità. Non è stato un errore da matita rossa, ma ancora una volta lo spagnolo è stato incerto in uscita e non è riuscito a togliere le castagne dal fuoco a una squadra che ne avrebbe assoluto bisogno.
Il dossier degli errori di De Gea
Come detto, il primo gol dell'Udinese probabilmente è meno grave rispetto ad altri episodi della stagione di De Gea, ma sicuramente va ad aggiungersi a una lunga lista di indecisioni e momenti in cui lo spagnolo ha subito gol evitabili. Il primo è stato proprio all'esordio, contro il Cagliari, quando non trattenendo una conclusione centrale di Luperto ha permesso al Cagliari di pareggiare all'ultimo minuto. Ma poi Genoa, Sassuolo, Hellas Verona e non più tardi di giovedì scorso anche Jagiellonia: troppi i momenti in cui De Gea non ha aiutato la squadra. Per lo spagnolo - così come per molti altri - è tempo di cambiare marcia, perché il tempo stringe e il campionato non aspetta più di tanto.






