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tmw / fiorentina / L'editoriale
Viola, ora contano solo unità e normalità: serve un clima positivo e l'abbandono del 3-5-2. Ma i nuovi arrivati devono dare di più. Paratici e il restyling della Fiorentina
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Andrea Giannattasio
per Firenzeviola.it

Viola, ora contano solo unità e normalità: serve un clima positivo e l'abbandono del 3-5-2. Ma i nuovi arrivati devono dare di più. Paratici e il restyling della Fiorentina

La parola d’ordine in casa Fiorentina è (di nuovo) una sola: unità. È stato ribadito anche ieri, giorno in cui la squadra si è ritrovata per pranzo al Viola Park dopo la batosta subita a Udine. Il post partita di lunedì, per le dichiarazioni che sono arrivate tanto da parte di Vanoli quanto da parte di De Gea, è stato se possibile persino peggiore dei 90’ da incubo regalati dalla squadra al Bluenergy Stadium (anche le parole nel pre-gara, per la verità, non sono state da meno…) però è tempo, adesso, di remare tutti dalla stessa parte. E anche chi vi scrive in tal senso proverà, per le settimane che mancano al termine della stagione, a creare quanto più possibile un clima conciliante e positivo. E la speranza è che nelle prossime due gare di campionato anche il popolo viola capisca che è necessario stare accanto alla squadra il più possibile: i 17mila biglietti fin qui venduti per la gara con il Parma, a tal proposito, sono un segnale non troppo esaltante. Si deve provare a dare di più.

Certo, è chiaro che le critiche sul piano del gioco non dovranno essere risparmiate, se entreranno nel merito e saranno circostanziate. Il riferimento va al folle ritorno al 3-5-2 voluto da Vanoli per la gara di Udine e alla scelta (condivisa con il club) di far debuttare dal 1’ un impresentabile Rugani. Ecco, da adesso - oltre al concetto di “unità” già ribadito - la parola d’ordine per l’allenatore dovrà essere anche un’altra: normalità. I numeri parlano chiaro e spiegano come, con il modulo con la difesa a 4 (4-3-3 o 4-1-4-1), la Fiorentina viaggi a una media di 1,6 punti a partita con una media di 1,7 gol fatti e 1,2 subiti. Tutto il contrario delle cifre raccolte con l’arcaico 3-5-2 sperimentato in estate da Pioli e reiterato tra novembre e dicembre da Vanoli (oltre che nella debacle di Udine): 0,3 punti a gara, 0,8 reti fatte e 1,7 subite (sempre in media). Ergo, basta con gli autogol: la Fiorentina, se si salverà, lo farà di certo con il modulo che ha funzionato (discretamente) tra dicembre e febbraio.

Anche i nuovi arrivati, però, dovranno dare di più: noi ci fidiamo di Fabio Paratici, che riteniamo un direttore sportivo di assoluto livello e una figura che ha portato esperienza e positività all’interno di un club che brancolava nel buio. Ci fidiamo nel senso che siamo convinti che il neo dirigente viola abbia inciso in minima parte sul mercato svolto a gennaio (dove i “no, grazie” arrivati dalle parti di Bagno a Ripoli da parte di molti profili sondati sono stati tanti, almeno 15). Però qualcuno ci deve spiegare come mai, Solomon a parte, gli altri elementi stiano faticando così tanto a entrare in sintonia con il resto della squadra. Per Brescianini, Fabbian e Rugani la Fiorentina ha messo in conto di spendere 32 milioni in caso di salvezza (e francamente qualche dubbio ci viene) ma anche Harrison ha fin qui lasciato più perplessità che altro. Ragazzi, tocca a voi: dovete svegliarvi e dimostrare di meritarvi la maglia di Firenze.

A proposito di Paratici: siamo convinti che il lavoro del nuovo direttore sportivo nei prossimi mesi non si limiterà solo a ristrutturare una squadra ormai arrivata a consunzione. In estate infatti non è escluso che ci possano essere modifiche anche in altri settori, da quello della comunicazione (che in questi mesi ha subito già un paio di trasformazioni) fino a quello della logistica o - chissà - dell’area medica. Solo supposizioni/speranze nostre per adesso, ben inteso. Però è ovvio che un uomo della levatura e dell’esperienza del neo ds viola voglia avvalersi di figure di sua fiducia. Per essere un club di livello serve anche questo.