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Gli scandali nel nostro calcio sono solo la punta dell'iceberg. Quanto sono stati "tristi" i giorni delle coppe europee senza italiane. PSG-Bayern show: ma non è tutto legato ai soldi. Olise è costato "solo" 8 milioni in più di Openda
Sono giorni duri, ancora una volta, per il calcio italiano. In un momento di caos, iniziato definitivamente con la terza mancata qualificazione al Mondiale consecutiva della nostra Nazionale, quello che stiamo raccontando, senza che nessuno sentisse davvero il bisogno di farlo, è l'ennesimo scandalo che potrebbe travolgere il mondo del pallone in Italia, questa volta riguardante il mondo arbitrale. Siamo solo all'inizio e la speranza è che tutto possa concludersi in un nulla di fatto, in una bolla di sapone, perché non avremmo voglia di rivivere un qualcosa che non farebbe altro che creare un danno enorme all'immagine del nostro calcio. Tutto questo, comunque, rappresenterebbe soltanto la punta dell'iceberg di un sistema che deve essere rivoluzionato, e non siamo certo qui a scoprire l'acqua calda. In questo momento la FIGC è senza presidente, l'AIA lo stesso, i commissariamenti sono tra i temi più discussi e se qualcosa non cambierà alla svelta il rischio è che tutto possa implodere in tempi brevi.
Gli ultimi tre giorni, quelli che ci siamo appena lasciati alle spalle, sono stati molto "tristi". Sì, perché vedere le tre coppe europee, Champions, Europa League e Conference, senza neanche una squadra italiana, dopo che negli ultimi anni eravamo riusciti a portare i nostri club in tante finali, ci ha fatto male e il momento che abbiamo appena raccontato, tra scandali e fallimenti, ha aggravato ancora di più la situazione. Martedì abbiamo visto una partita, quella tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco, che ci ha fatto stropicciare gli occhi, quasi increduli. Vedere quel calcio, uno sport nettamente diverso da quello che siamo costretti a vedere nei weekend di Serie A (Milan-Juventus di domenica scorsa è solo l'ultima prova), ci ha fatto tornare ad avere la speranza che qualcosa di bello si possa ancora fare. E guai a lamentarsi delle fasi difensive che hanno commesso troppi errori, perché sarebbe soltanto un discorso fatto tanto per fare. Con quella qualità negli attacchi di due tra le squadre migliori al mondo, diventa infatti quasi impossibile infatti cercare di limitare i danni e la mentalità dei due allenatori, completamente diversa da quelli del massimo campionato italiano, ha fatto il resto. Per fortuna tra meno di una settimana vedremo un'altra gara tra francesi e tedeschi, e allora ci metteremo comodi di fronte alle tv a guardare un livello lontanissimo dal nostro.
Ma il problema non è soltanto legato ai soldi e alle potenzialità economiche delle società italiane. Ai vertici delle dirigenze dei top club europei ci sono infatti persone capaci di prendere i giocatori giusti e metterli a disposizione di allenatori che sono altrettanto bravi a esaltare la qualità degli stessi giocatori. Un esempio semplice? Non è vero che in Italia non ci sono milioni di euro per fare mercato, il più delle volte infatti questi soldi vengono spesi molto male. Basti pensare che il Bayern Monaco, per portare Olise in baviera, ha speso soltanto 8 milioni di euro in più di quelli che la Juventus verserà nelle casse del Lipsia per riscattare Lois Openda. 53 milioni per l'acquisto del francese dal Crystal Palace nell'estate 2024, 45 quelli della Juve per l'attaccante belga.
Insomma, tra scandali che non avremmo voluto raccontare e fallimenti, come quello della nostra Nazionale, la sensazione è che la competenza dei dirigenti assunti dalle società del nostro Paese, non sia poi così tanta. Servono le idee, serve non guardare con il paraocchi quello che ci gira intorno. Troppi soldi buttati, troppe polemiche sterili. Il calcio italiano impari anche a migliorare se stesso con un bagno di umiltà, perché la ripartenza deve basarsi anche su questo aspetto.
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