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Lo spareggio di Cremona per evitare una vergogna tremenda. Se vanno in B, questi viola saranno per sempre cancellati dalla memoria di Firenze. La croce dei calci piazzati: Vanoli stia attento ai due metri di DjuricTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Alberto Polverosi
per Firenzeviola.it

Lo spareggio di Cremona per evitare una vergogna tremenda. Se vanno in B, questi viola saranno per sempre cancellati dalla memoria di Firenze. La croce dei calci piazzati: Vanoli stia attento ai due metri di Djuric

Prima di Udine, la Conference era stata davvero un malaugurato impiccio. Schiantata dai polacchi dello Jagiellonia, la Fiorentina era andata in Friuli dimenticando però di presentarsi in campo. Stavolta invece la coppa è stata un sollievo da una parte e un’occasione dall’altra. Un sollievo perché è arrivata la vittoria sul Rakov in una partita non certo memorabile, ma nemmeno orrenda come tante altre di questa stagione. Un’occasione perché Vanoli ha potuto schierare nove italiani su undici, con sei under 21. Con un piccolo sforzo si può intravedere perfino un briciolo di futuro. Il successo sul Rakov ha la possibilità di alleggerire, anche se solo in parte, il clima burrascoso intorno alla Fiorentina del campionato. Vedremo lunedì se ci saranno effetti positivi come sono stati negativi quelli di Udine post-Jagiellonia. A Cremona, nello spareggio degli spareggi, riprende la corsa dei viola verso la salvezza. Lì si scontrano le squadre più incasinate di tutto il campionato. La differenza è solo nei tempi delle due crisi: la Fiorentina lo è da sempre, dall’inizio della stagione; la Cremonese da poco più di tre mesi a questa parte. Nelle ultime 14 partite la squadra di Nicola ha fatto 4 punti con 4 pareggi e 10 sconfitte. Sta perdendo da tre gare di fila, compreso lo scontro diretto di Lecce. Aveva fatto 20 punti nelle precedenti 14 gare, ecco la ragione per cui si parla di un crollo verticale, inatteso e pericolosissimo. Prima di perdere al Franchi, aveva raggiunto un vantaggio di 13 punti sulla Fiorentina, ora ne ha uno in meno. È una squadra che segna pochissimo ma non subisce tanto: con 40 gol incassati la sua difesa è sest’ultima in campionato, la Fiorentina ne ha presi due in più. Questi sono numeri, ma la partita seguirà altre vie. Si giocherà con i nervi, con la tensione, con la paura e con il cuore.

Non saranno 90 minuti piacevoli per i buongustai del bel gioco. La Fiorentina non ha quasi mai giocato bene in questa stagione, mentre la Cremonese era piaciuta solo all’inizio, ma più per la concretezza che per la qualità della manovra. Lunedì sera Nicola e Vanoli alle loro squadre non possono chiedere altro che il risultato. Giocheranno col terrore addosso, immaginando quale sarebbe il loro futuro in caso di sconfitta. La Cremonese è una neo-promossa: al di là dei 20 punti in 14 partite era mentalmente preparata (e tecnicamente costruita) a lottare per la salvezza fino all’ultima giornata, ma se perde vola a -4 dalla Fiorentina, il tempo per recuperare si accorcia e l’ansia aumenta. I viola, al contrario, avevano in testa ben altri obiettivi e non solo loro: nessuno a Firenze poteva immaginare una stagione del genere. Se perdono a Cremona, ripiombano in zona-retrocessione, con la prospettiva ancora più preoccupante della successiva partita con l’Inter al Franchi, dove peraltro Chivu potrebbe recuperare Lautaro Martinez. C’è un aspetto tecnico a cui Vanoli deve fare molta attenzione. Giovedì sera la Fiorentina ha preso il solito gol su calcio piazzato. Palla a cinquanta metri dalla porta viola, lancione, spizzata di testa di Makuch (altezza 1,87) in anticipo su Fortini (1,85), palla a Brunes che ha fulminato Comuzzo e Christensen. È tutta la stagione che la Fiorentina incassa questo tipo di gol: in campionato ne ha presi otto senza contare i rigori; i calci piazzati sono diventati la sua croce e Nicola ha un’arma micidiale in questa specialità, Milan Djuric. Chi riuscirà ad arrampicarsi fino ai due metri (1,99 per l’esattezza) dell’attaccante bosniaco? Il campionato della Fiorentina sarà comunque un fallimento, ma la retrocessione sarebbe qualcosa di più: sarebbe una vergogna, un’umiliazione, una disfatta senza precedenti. Le ultime due retrocessioni avevano origini in una società masochista. Nel 1992-93 Vittorio Cecchi Gori ruppe un meccanismo che stava funzionando benissimo e la squadra dal terzo posto alla fine del girone d’andata precipitò in B, mentre nel 2001-02 sempre Vittorio trascinò alla retrocessione una Fiorentina che stava portando i libri in tribunale. In questo caso la società sarebbe invece “corresponsabile”, colpevole di scelte sbagliate, di una gestione senza visione e incapace di capire cosa sia davvero la Viola per Firenze. La malattia e poi la scomparsa di Rocco Commisso hanno indebolito la Fiorentina, ma chi va in campo finora non ha mai avuto la forza di lottare per la maglia né per la memoria del presidente. I primi veri responsabili di questa stagione sono i giocatori: se vanno in B saranno per sempre cancellati dalla memoria di Firenze.