Viola, ti serve una "scissione": mantenere l'Europa in sospeso (tappandosi le orecchie) per inseguire la prima impresa della stagione e ristabilire le distanze dalla Cremonese
C'è una serie che di recente ha riscosso un discreto successo, prodotta da Ben Stiller dal titolo originale "Severance", la cui metafora di fondo in questo caso non c'interessa, ma la cui trama stimola un ardito parallelo. Se avete avuto modo di osservare “Scissione” farete presto a comprendere l'esercizio cui è chiamata la Fiorentina, stasera contro l'Inter, ma pure alla ripresa dopo la sosta a Verona.
L'Europa in sospeso
Ecco, contro l'Inter i viola faranno bene a dimenticarsi completamente del lavoro svolto in Europa, come fossero protagonisti della serie in questione in cui il mondo professionale viene completamente diviso (scisso) dalla vita comune e privata. Un modo per non ascoltare troppo una piazza storicamente schizofrenica, dove in fretta si è passati dai timori pre-Cremona per uno scontro salvezza thriller alla corsa al biglietto (aereo e dello stadio) per la prima delle due sfide al Crystal Palace sognando (giustamente) di proseguire la corsa fino a Lipsia a fine maggio.
L'impresa che servirebbe
Intendiamoci, la lunga trafila di riflessioni su dove e come può arrivare la Fiorentina in Conference League è legittima (deve far parte del gioco altrimenti che senso ha la passione?) ma c'è da augurarsi non contagi Kean e compagni, chiamati semmai a quell'impresa che oggi è tra i (tanti) momenti di una stagione che sono venuti meno. Se la scorpacciata di successi contro le big dell'anno scorso è parsa persino larga, quest'anno alla Fiorentina manca proprio la serata da incorniciare, quella in cui Davide sconfigge Golia, e sarebbe oltre che bello utilissimo riuscirsi per ristabilire immediatamente le distanze con la Cremonese.
Ristabilire le distanze con la Cremonese, o almeno provarci
Il successo della squadra ora allenata da Giampaolo riporta alla mente la questione campionato finita in secondo piano nell'ultima settimana, e la difficoltà dell'avversaria di stasera impone calma e lucidità. La stessa che servirà a Fagioli in mezzo al campo per dirigere il reparto e là davanti a Parisi e Gudmundsson, due facce della stessa medaglia. Incontenibile ed encomiabile il primo, ancora parecchio discontinuo l'islandese. Contando la voglia di Kean di restare in campo giovedì sera a Sosnowiec c'è da scommettere sulla sua voglia di partire per la Nazionale con un sigillo in campionato, non sarebbe male ci mettesse la stessa garra anche il numero 10.






