Fiorentina, è l’ora dell’equilibrio: tre vittorie di fila in partite ufficiali per i Viola, un solo punto nelle ultime due di campionato per la capolista. Per Vanoli non sarà facile preparare questa sfida in due giorni,
Ci vuole della calma. Non lo dice Allegri, lo suggerisce il momento. Al Parco Viola ci vuole della calma. Tre vittorie di fila, per la seconda volta in questa stagione, possono alimentare di nuove speranze i tifosi, non i giocatori, non chi li segue tutti i giorni, non chi ne parla senza farsi travolgere dal tifo. È il momento della calma, dei nervi saldi, dell’equilibrio e dei piedi piantati per terra, sperando che la terra non sia ancora scivolosa. Due a uno al Rakow al Franchi, quattro a uno alla Cremonese in trasferta, due a uno al Rakow in Polonia. Bilancio degli ultimi otto giorni: tre vittorie, otto gol segnati, tre subiti. In almeno la metà, ma forse di più, di questi 270 minuti si è visto una buona Fiorentina, più o meno quella che ci aspettavamo alla vigilia della stagione. Qualche errore soprattutto difensivo, un po’ di sofferenza, ma anche spunti interessanti, giocate divertenti, gol e poi una nuova tranquillità anche se non si può ancora parlare di squadra sicura. Basta ricordare il quarto d’ora di Cremona dopo la rete di Okereke, quella del 3-1: tutti dietro intimoriti nonostante il doppio vantaggio, col rischio di beccare anche il secondo gol dalla Cremonese e a quel punto chissà come sarebbe finita. Poi, con l’azione più bella di tutta la stagione viola, quella dei due colpi di tacco in area di Brescianini e Piccoli e la palla sul secondo palo di Gudmundsson, la paura è passata.
La classifica dice che fra la Fiorentina e l’Inter ci sono 40 punti di differenza, la squadra di Chivu ha segnato 65 gol, quella di Vanoli 35 in meno, i nerazzurri ne hanno subiti 23, i viola 19 di più. La differenza è chiara, non c’è bisogno di stare qui a sottolineare le virtù della squadra più forte e più completa della Serie A e i difetti di chi ancora non si è completamente ritrovato e sta lottando per la salvezza. Però la bellezza e la stranezza del calcio è che questi dati valgono alla vigilia, poi comincia la partita e spesso è un’altra storia. Il precedente dell’anno scorso, nel recupero con i nerazzurri del 6 febbraio, può testimoniarlo. La Fiorentina stava bene, non c’è paragone con la condizione di oggi, però quella sera aveva l’infermeria piena e l’Inter, al completo, stava lottando per lo scudetto: al Franchi venne disintegrata dalla doppietta di Kean e dal gol di Ranieri. Tre a zero per i viola. Questo ricordo non serva per attizzare nuove speranze, ma solo per rammentare quanto il calcio racconti talvolta storie inimmaginabili.
Tornando all’attualità, la Fiorentina dovrà capire i vari momenti della partita. Non sarà facile perché questa è stata una settimana diversa rispetto alla tradizione: di solito è l’avversaria dell’Inter a trascorrere una settimana tranquilla, utile per recuperare qualche acciacco e per pensare solo alla gara di campionato, stavolta invece questo vantaggio è dell’Inter che incontrerà la Fiorentina tre giorni dopo la trasferta in Polonia. Peraltro càpita nella settimana che porta ai play-off dell’Italia per il Mondiale, quindi si deve giocare per forza entro domenica e non posticipare al lunedì. Non saranno pochi i titolari di Conference ad essere confermati anche con l’Inter e due giorni per preparare una partita del genere sono pochi davvero. La Fiorentina ha vinto le ultime tre partite ufficiali di fila, l’Inter nemmeno una nelle ultime due di campionato, anzi ha fatto un solo punto in questi 180 minuti, ha perso il derby col Milan e pareggiato con l’Atalanta. Suona strano, ma è così. Comunque è andata bene a Chivu perché anche nella giornata, l’ultima, della frenatina con la Dea, il Milan si è proprio fermato perdendo a Roma con la Lazio. Sono otto punti di vantaggio sui rossoneri, ma solo sei sul Napoli che venerdì ha vinto l’anticipo a Cagliari. La capolista non può rischiare di farsi risucchiare dalle sue rivali e lo stesso, nella parte opposta della classifica, vale per la Fiorentina.
L’Inter è abituata ad aggredire subito l’avversario, a inizio azione: De Gea dovrà fare molta attenzione se l’idea è quella di costruire dal basso. La partita potrebbe piegarsi da una parte o dall’altra anche secondo l’esito di un duello da lontano, quello dei registi, il confermato (come rendimento) Fagioli e il ritrovato Calhanoglu. E poi l’attacco, Kean in Polonia ha dimostrato di stare bene fisicamente, i suoi colleghi dell’Inter nelle ultime quattro partite di campionato hanno segnato solo un gol, quello di Esposito contro l’Atalanta. Sono spunti che possono rendere meno ansiogena la vigilia della Fiorentina, ma in ogni caso ci vuole della calma.






