L'agente di Vanoli: "Sta facendo un miracolo. Speriamo nella riconferma della Fiorentina"
"Noi crediamo profondamente a una riconferma di Vanoli da parte della Fiorentina". Lo ha detto Andrea D'Amico, agente dell'allenatore della Fiorentina, intervistato oggi da Radio Firenzeviola, durante la trasmissione 'Viola amore mio'. Queste le parole del procuratore ed intermediario che tra i suoi assistiti conta anche Vanoli, iniziando da una sua valutazione sul pareggio contro l'Inter: "Davanti avevamo una squadra molto importante, prima in classifica in Italia, ed è vero che gli avversari hanno accorciato la distanza con l'Inter, ma è merito anche della prestazione della Fiorentina. Non dimentichiamo che la squadra viola veniva fuori dalla trasferta europea e poteva essere stanca, non sono alibi ma sono realtà che paga chi ha il doppio impegno".
La Fiorentina ha meritato il pareggio, forse anche qualcosa di più?
"Il calcio è per definizione uno sport episodico. Ho visto i dati, e i dati non mentono: le occasioni più importanti le ha create la Fiorentina anche se ha avuto più possesso palla l'Inter. In generale secondo me è stato un risultato davvero importante. Perché non dimentichiamoci che il lavoro di Paolo da quando è arrivato a Firenze non è stato solo fisico, ma soprattutto mentale. La rinascita morale, di autostima di una squadra che veniva da un campionato importante e poi si era ritrovata in fondo. Bisognava agire in maniera positiva mentalmente".
La scossa con Vanoli in panchina è arrivata.
"Ed è stata importante, perché il ruolino di marcia è notevole. A volte se non scatta la scintilla giusta fai fatica a rialzarti. Io ricordo un Verona di Malesani con grande qualità che finì in Serie B. Non è solo questione di valori, ma anche di alchimia".
È stato quello il lavoro più duro per Vanoli?
"Lo definirei un lavoro completo. Un allenatore deve lavorare su tutti gli aspetti, da quello fisico a mentale. Potevamo avere tranquillamente 6 punti in più perché tre partite erano già finite. E anche lì, una maggiore attenzione avrebbe portato a una Fiorentina con 36-37 punti e oggi avremmo fatto anche altre valutazioni. Con Milan, Lazio o Torino avevi praticamente vinto. È vero che succede a tutti, ma nell'analisi va considerato anche questo".
Fagioli, Parisi e Ndour le "vittorie" migliori di Vanoli?
"Sono d'accordo. La valorizzazione però è stata collettiva perché anche Mandragora ha fatto molto bene da quando è arrivato Paolo. Ma ripeto: la cosa più difficile era creare una miscela vincente, che cambiasse l'inerzia della stagione. Senza contare il fatto che la Fiorentina gioca in uno stadio difficoltoso, giocare nel 2026 in uno stadio così di sicuro non ti aiuta".
Una valutazione su Fagioli?
"Che lui fosse un talento noi lo abbiamo sempre saputo fin da quando lo seguivamo da giovanissimo. Ci sono stati altri problemi a rallentare la sua crescita, ora mi sembra che sia un'ottima freccia all'arco della Fiorentina. Mi auguro che lui e la squadra viola riescano a realizzare i loro obiettivi".
Ma lei e Vanoli sperate di restare alla Fiorentina?
"Per me sta facendo un piccolo miracolo sportivo, quindi noi ci crediamo profondamente. Poi vediamo quelle che saranno le determinazioni della società. Sento parlare di profili reduci da brutte esperienze (De Zerbi e Maresca, ndr), io direi: godiamoci questa esperienza positiva con Vanoli intanto".
L'ha detto anche lui...
"Per noi è un bel momento che arriva dopo tanto impegno e tanta sofferenza personale e sportiva. È giusto godersi questo momento senza stare ad analizzare qualsiasi cosa. Col senno di poi è facile parlare, quello che conta è il risultato che sta ottenendo Paolo".
La sosta arriva al momento giusto?
"Io credo di sì perché è una squadra stanca per i tanti impegni. Penso che faccia bene ai ragazzi tirare un po' il fiato. Poi non dimentichiamoci che siamo ai quarti di Conference e Vanoli è uno specialista di coppe... Anche allo Spartak ha vinto una coppa dopo essere partito male".






