Che fine hanno fatto i bonus di Beltran? Anche a Valencia il 'solito' Vichingo, tanti applausi, pochi numeri
Ieri Lucas Beltran ha compiuto 25 anni e qualche tifoso viola si sarà ricordato di lui, collegando magari tutto al tempo che passa e non aspetta nessuno e all'obsolescenza programmata delle cose. Sembra ormai scaduto il tempo in cui quell'argentino che arrivava dal River Plate, che sembrava simile a tratti a Julian Alvarez e si era preso la nove da mettere sulla schiena faceva sognare i Firenze in una torrida serata d'estate del 2024. Adesso di Lucas Beltran è rimasto un ricordo opaco, dato dalle 96 gare in viola prima del prestito al Valencia, di un 'falso nueve' ma inteso come un attaccante che pare più utile quando c'è da difendere che quando c'è da offendere.
L'avventura al Valencia e i bonus
Un 'controsenso' che stanno imparando a conoscere anche in Spagna: anche lì i tifosi del Valencia si stanno dividendo, c'è chi ne apprezza l'attitudine e il sacrificio senza palla, chi, in una città che ha visto tre dei 'nove' più forti dell'ultimo ventenni di calcio spagnolo (Fernando Morientes, David Villa, Alvaro Negredo) si aspetta ben altro impatto quando il pallone scotta in area. I numeri offensivi del Vichingo sono quelli di un buon centrocampista: 23 gare in Liga, un gol, due assist - in Copa del Rey tre gare e due gol -. Cifre grame, che ci riportano a quanto detto a settembre dall'allora Ds viola Daniele Pradè a proposito della sua cessione in prestito: "Tifiamo per Lucas, anche perché a ogni rete fatta incasseremo qualcosa", bonus legati alle marcature. Se poco ci dà poco, la Fiorentina incasserà davvero poco da questa operazione.
Esaltazioni e critiche
Non sempre gioca titolare - è reduce da un problema al ginocchio-, gioca da 'sottopunta' e incide poco come detto, ma si prende il premio 'maglia sudata' della critica. I valenciani più veraci lo vorrebbero ancora lì, il suo partner d'attacco, Hugo Duro, è arrivato addirittura ad affermare «Mi piace tantissimo giocare con Lucas, non mi capitava da tempo di sentirmi così in sintonia con un compagno». In tutto questo il Valencia sta facendo il Valencia - una realtà gloriosa che sta sempre più appiattendosi a un livello di mediocrità cronico stile Torino per intendersi, ora è dodicesima -.
I messaggi del calciatore e il futuro
Lucas lancia messaggi alle società, al plurale perché lui rimane di proprietà della Fiorentina ed è in prestito secco, ha ricordato il suo 'vecchio' club ringraziando i gigliati per il messaggio di auguri ("Vi voglio tanto bene" ha scritto su Instagram) ma riguardo all'esperienza coi Blanquinegres ha detto "Dipendesse da me resterei qui", inteso in Spagna. L'impressione è che, dipendesse dalla Fiorentina pure. Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo l'incubo della minusvalenza: arrivato ad agosto 2024 per una cifra attorno ai 20 milioni (era più alta ma i bonus, sempre loro, non sono scattati) il classe 2001 aveva firmato un quadriennale (scadenza quindi giugno 2028), per evitare di rimetterci la Viola dovrebbe chiedere circa 11-12 milioni per la cessione definitiva, cifra che in questo momento il Valencia non sembra disposto a mettere sul piatto. Ma il Vichingo ha ancora due mesi per convincere non solo i tifosi ma anche la società.






