Tra le esigenze del mercato e una stagione imperdonabile, nessuno è intoccabile in casa viola
Si senta libero di agire, Fabio Paratici, e non solo sul fronte allenatore. Mentre in casa viola si attende la matematica salvezza per dare ufficialmente il via al casting per un nuovo allenatore, o per una conferma dello stesso Vanoli, radiomercato comincia a riferire le prime indiscrezioni, e soprattutto anticipa l’altra grande metà del lavoro che attende il ds, quella da operare direttamente sul mercato.
Nessun intoccabile
Così prima ancora di capire come e quanto si svilupperà un mercato estivo che già impone ampie riflessioni sull’esercito di calciatori di ritorno dai vari prestiti (Qui il riepilogo di Firenzeviola) la prima valutazione non può che riguardare la squadra che si avvia a portare a casa una salvezza raramente così sofferta. Al netto di annate in cui tante cose non hanno funzionato non è semplice ritrovare in passato un’annata così piena di difficoltà, ed è poi per questo che di fronte all’attuale gruppo vien da pensare che non possano esistere intoccabili. Che non potesse essere semplice per nessuno reagire alle difficoltà generali degli ultimi mesi è evidente, che però in tanti abbiano fatto di tutto fuorchè reagire è un’altra verità
Il saldo negativo degli ultimi due mercati
D’altronde a pesare sulle decisioni da prendere in estate c’è anche una situazione di bilancio non semplicissima, diretta conseguenza dei passivi che tra la scorsa finestra estiva e quella invernale si sono andati creando. Poco meno di 30 milioni in primis, più o meno quelli spesi per Piccoli oltre 10 mesi fa, ai quali aggiungere i 27 necessari per i riscatti (obbligatori) di Fabbian e Brescianini, per un totale negativo di quasi 60 milioni che può avere una sola conseguenza, quella di dover sacrificare qualche pedina preziosa per avviare un massiccio mercato di sostituzione.
Kean e gli altri
Sotto questo profilo è facile accorgersi di come il calciatore potenzialmente più prezioso, Kean, possa diventare in fretta il sacrificio più immediato da sostenere. Con una clausola da 62 milioni l’attaccante resta il patrimonio più monetizzabile della rosa seppure sul suo conto le tante difficoltà fisiche di quest’anno, unite a un rendimento sotto porta diverso rispetto al recente passato, rischino di ribassarne il valore. Ma non ci sarebbe da da stupirsi nemmeno se di fronte a un’offerta concreta per Fagioli in casa viola scattassero valutazioni di mercato, tanto più davanti a eventualità sostenute dagli interessi di Milan, Atletico Madrid e magari pure dalla Premier League. Ipotesi certamente più allettanti di altri tipi di cessioni, come quella di un Dodò ancora in attesa di risposte sul rinnovo o di un De Gea non così certo di restare e il cui futuro è comunque legato al ritorno di Martinelli. Perché per avviare la rivoluzione che Paratici immagina servirà certamente tempo e impegno, ma anche tutt’altra disponibilità economica rispetto a quella attuale.






