Vanoli: "Motivi per la mia conferma? Parlano i fatti. Sui giovani sono stato mal interpretato"
Al termine della sfida contro il Sassuolo, dalla sala stampa dello stadio Artemio Franchi ha preso la parola il tecnico della Fiorentina Paolo Vanoli. Ecco le sue parole: “Oggi abbiamo avuto tante chance ma c’è stata poca determinazione. Tra grandi parate di Turati e chance mancate, abbiamo fatto una buona prestazione. Abbiamo rischiato poco contro una squadra che sta molto bene, anche se Fagioli deve imparare a muovere meglio il corpo. Meritavamo alla grande i 3 punti, siamo stati dominanti ma quando non si può vincere ci prendiamo un punticino. Siamo stati squadra: abbiamo subito solo tre gol nelle ultime sette partite”.
Come sta Piccoli e da quanto è che è acciaccato?
“Roberto a Lecce ha giocato con un problema all’adduttore che è peggiorato durante la partita: speriamo di recuperarlo per la prossima gara”.
Giocare contro tre big può essere un motivo di stimolo?
“Io penso che dobbiamo concludere il percorso salvezza, anche se abbiamo nove punti di vantaggio sulla terzultima. Io sono arrivato qua ed avevamo 4 punti, ci tengo a ribadirlo. E ora stiamo vivendo un periodo difficile per le tante defezioni”.
Se dovesse spiegare a un dirigente viola un motivo per la sua conferma cosa direbbe?
“Non devo spiegare niente, ci sono i fatti: io amo questa città ed è chiaro che siamo vicini ad un obiettivo che prima sembrava impossibile”.
Quali sono le tre migliori gare di questa stagione per lei?
“Ne ho fatte tante belle quest’anno. Questa squadra al completo sa giocare a calcio: a Parma dove non meritavamo di perdere, a Bologna, a Como ma anche in casa col Milan. Siamo sempre stati squadra”.
Kean non c’era: perché?
“Lo sto facendo lavorare tanto perché ne abbiamo bisogno. Gli sto facendo fare le doppie sedute per averlo nella parte finale del campionato”.
Come mai non è entrato Braschi?
“Io credo molto nei giovani. A Lecce le mie parole non sono state capite. Guardate Balbo e come ho deciso di impiegarlo. Sono felice della continuità che sta avendo. Non avrei avuto nessun problema a mettere dentro Braschi ma Gudmundsson stava facendo bene e non mi sono sentito di levarlo: speriamo non si sia fatto nulla Balbo, peraltro”.
Parisi e Gosens come stanno?
“Gosens per fortuna sta meglio di come pensavamo: lui ci voleva essere a tutti i costi oggi ma ho scelto di gestirlo. Non penso ci siano problemi per rivederlo a Roma. Anche Parisi è vicino al rientro”.
Cos’è successo al momento del cambio con Mandragora?
“Quelle sono le cose belle del campo, ovvero che i giocatori non vogliano uscire. Rolly è uno che ci tiene tanto e vuole sempre darci una grande mano”.
Tornando sul cambio: perché prima era uscito il numero di Fagioli?
“Mi sono capito male con il mio team manager”.






