Ndour a Sky: "Motivati per una grande prestazione a Roma, meritiamo la salvezza. Su Vanoli..."
Il centrocampista della Fiorentina Cher Ndour ha rilasciato una lunga intervista a SkySport in cui ripercorre la propria carriera ma parla anche dell'attualità rappresentata dalla partita di lunedì a Roma: "Siamo carichi. La partita contro la Roma non ha bisogno di presentazioni: siamo motivati al massimo per fare una grande prestazione e trovare quei punti che ci mancano per la salvezza aritmetica".
Avete avuto mai paura di retrocedere? "No, paura no. Ma il rischio era alto, soprattutto all’inizio e per una squadra come la nostra che non era abituata a stare lì e lottare per questo obiettivo. È stato molto difficile: ci siamo riscattati nel girone di ritorno con partite importanti. Penso che, alla fine, meritiamo questo traguardo. Per quanto piccolo".
In cosa è stato bravo il tecnico Vanoli? "A ricreare lo spirito di squadra, a farci tornare un vero gruppo. Le qualità ci sono sempre state, il problema era sfruttarle: un singolo può decidere la partita, ma non la stagione…”
Per lei che stagione è stata? "A livello individuale per quanto riguarda minutaggio e gol è stata una stagione positiva e in crescendo. Ma credo in realtà sia lo specchio del rendimento collettivo: tolte le sconfitte contro il Crystal Palace, negli ultimimesi abbiamo fatto veramente molto bene. Sono cresciuto io, siamo cresciutitutti".
Un aspetto su cui vuole migliorare? "Tutti! Il bello di giocare a calcio è proprio questo: migliorare ogni giorno. Ho 21anni e tanti di carriera davanti. Allenarmi a questi livelli fa crescere sotto ogni aspetto".
Quanto hanno contato le tue esperienze all'estero? "Ho deciso di cambiare aria a 16 anni. All’Atalanta mi trovavo benissimo, sia chiaro: è uno dei migliori settori giovanili d’Italia. Ma sentivo di avere il bisognodi nuovi stimoli e ho scelto il Benfica. È stata una buona scelta: ho vinto la Youth League, ho quasi da subito giocato in seconda squadra in Serie B, quindi l’esordio in prima squadra e la chiamata del Psg. Non posso dire se in senso assoluto sia meglio restare o andare. A me è servito e se dovessi consigliarlo a qualcun altro gli direi di provare, ma solo se è convinto al 100%. Se ne fa una questione di soldi, allora è fuori strada completamente".
Perché in Italia si dà poco spazio ai giovani? "Non è che all’estero i giovani giochino a caso. Il posto se lo meritano. E lo stesso è qui in Italia: bisogna guadagnarsi la maglia. È vero che ci sono giovani forti all’estero, ma le selezioni giovanili della nostra Nazionale vanno spesso infondo nelle competizioni. Secondo me sono molto utili le formazioni Under 23 dei club, cioè le seconde squadre. Ti obbligano ad alzare il livello e ti possono portare più spesso ad allenarti in prima squadra".
Cosa significa la maglia azzurra per lei? "Tantissimo. Ho fatto la trafila dall’Under 15, spero prima o poi di poter esordire nella selezione maggiore. Magari ora con Baldini? Sarebbe un’occasione enorme: permetterebbe a 22 ragazzi di realizzare un loro sogno. Baldini è un ottimo allenatore e una persona splendida. Non ce ne sono così tante nel calcio".
E Donnarumma che secondo Baldini potrebbe essere l'unico della Maggiore ad essere chiamato? "Con lui avevo e ho un bellissimo rapporto. Al Psg mi ha accolto da fratello maggiore: aveva capito che per me entrare in quello spogliatoio fosse quasi come se stessi giocando alla Play Station. Mi ha fatto sentire parte del gruppo. Addirittura, quando ci chiamavano le nostre selezioni nazionali, andavamo a Coverciano insieme da Parigi”
Lei al Psg ha conosciuto Luis Enrique. Perché in Italia non è stato capito? “Al Psg lui diceva sempre quanto preferisse vincere proprio come ha fatto in Champions contro il Bayern. Con tanti gol, fatti o subiti. La sua è una dellemigliori squadre d’Europa per gioco espresso e ha un rendimento eccellenteanche dal punto di vista fisico: non hanno mai riposato dalla scorsa estate. Stafacendo un grande lavoro. È un ottimo allenatore davvero".





