Social, assenze e rifondazione: tutto quello che ora Firenze chiede a Commisso
La salvezza è arrivata, ma per la Fiorentina il target arrivato ieri dovrà essere soltanto il punto di partenza. Adesso, infatti, arriverà il difficile: rifondare. Rifondare la squadra, scegliere l’allenatore, ridisegnare il gruppo e soprattutto restituire una prospettiva a una piazza che negli ultimi mesi ha vissuto più tensioni che entusiasmo. In questo scenario il ruolo del presidente Giuseppe Commisso diventa inevitabilmente centrale. Perché dopo anni vissuti all’ombra del padre Rocco, il presidente viola è chiamato alle prime vere scelte di calcio della sua gestione. E dovrà farlo in un momento delicatissimo, nel quale la Fiorentina non può permettersi altri equivoci. Da dopo la morte del padre, e il rapido blitz a Firenze per la messa in suo suffragio, Commisso jr non è più tornato in città. Una distanza che i tifosi hanno percepito, soprattutto in una stagione nella quale il bisogno di una guida forte e presente si è sentito come non mai.
Dai social al progetto tecnico
In questi mesi Giuseppe Commisso si è fatto notare soprattutto attraverso i social. Messaggi rivolti alla squadra, attestati di vicinanza e anche qualche uscita discutibile, come l’endorsement per il tecnico della Real Sociedad Matarazzo, poi smentito dal club. Episodi che hanno alimentato la sensazione di una comunicazione spesso poco coordinata e troppo istintiva. Anche il post pubblicato su Instagram dopo la salvezza - con i complimenti alla squadra per l’obiettivo raggiunto, preferiti a un più auspicabile messaggio di scusa alla piazza - ha provocato la rabbia di una parte della tifoseria, che ha vissuto quelle parole come il simbolo di un ridimensionamento delle ambizioni viola. Più convincente invece il lungo messaggio successivo, nel quale il presidente ha parlato della volontà di costruire “un grande futuro per la Fiorentina” e soprattutto ha ringraziato per primo Fabio Paratici, addirittura prima del direttore generale Ferrari e dell’amministratore delegato Stephan. Un passaggio non banale, perché conferma come il dirigente destinato a guidare la rifondazione estiva - a dispetto delle voci uscite anche in queste ore - sarà il vero punto di riferimento tecnico del nuovo corso. Eppure lo stesso Commisso, fino a oggi, non ha mai avuto modo di conoscere personalmente Paratici: un dettaglio che racconta quanto il cantiere viola sia ancora tutto da costruire.
Firenze aspetta risposte
La sensazione è che tra le prime missioni di Paratici ci sia anche quella di riorganizzare la comunicazione del club, separando in modo netto quella istituzionale - la cosiddetta "corporate" - da quella sportiva, con quest'ultima che negli ultimi mesi ha comunque mostrato segnali di crescita, soprattutto nella gestione dei bollettini medici. Ma oltre ai post, alle stories e ai messaggi affidati agli smartphone, oggi Firenze chiede soprattutto presenza e chiarezza. Perché il vero passo che manca è uno soltanto: vedere Giuseppe Commisso in città, davanti ai tifosi e alla stampa, spiegare apertis verbis quali saranno gli obiettivi della prossima stagione. Quali traguardi dovrà inseguire la Fiorentina, quale disponibilità economica avrà il club sul mercato, che tipo di impegno la famiglia Commisso intenderà garantire al progetto viola. È questo il momento nel quale un presidente si misura davvero: non nei messaggi social, ma nella capacità di assumersi responsabilità, indicare una direzione e dare finalmente un’identità chiara al futuro della Fiorentina.






