Paratici nel mirino delle big, la Fiorentina non commenta ma il ds lavora al futuro viola
Fabio Paratici al momento è un dirigente della Fiorentina, arrivato a febbraio con un contratto di quattro anni e mezzo quando la squadra non aveva ben chiaro il suo futuro. Soprattutto aveva detto sì quando era ultima in classifica e la dirigenza attuale si è aggrappata alla sua esperienza e al suo carisma per uscire dalle sabbie mobili.
Effetto domino
Ma nel calcio i contratti spesso lasciano il tempo che trovano e in questi giorni in cui le società stanno organizzando il loro futuro, c'è un valzer di direttori sportivi che inevitabilmente coinvolge anche Paratici, pur non libero. Tutto è partito con la Roma e lo scossone dato da Gasperini con la volontà di avere un direttore sportivo con cui sia in sintonia il che è equivalso a dare il benservito a Massara, creando poi un effetto domino. Nell'elenco dei papabili della Roma è entrato anche Paratici, sia per il suo valore e per la caratura internazionale, oltre a Manna. E proprio il Napoli, se dovesse perdere il suo dirigente, metterebbe nel mirino il ds viola. In corsa, si dice, anche per il Milan insieme a Tony D'Amico.
Voci o qualcosa di più?
Le voci si stanno rincorrendo e moltiplicando dando un senso di fastidio all'ambiente viola, anche alla luce di un timore che alla Fiorentina possa non avere carta bianca o un budget non adeguato. Difficilmente arriverà una smentita a queste voci, visto che non sono arrivate neanche da altri club coinvolti e se Paratici piace la Fiorentina non può certo smentirlo, né obbligare il ds "a dire che non va alla Roma/Milan/Napoli", per usare una citazione dell'ex presidente Della Valle a Prandelli quando si diceva potesse andare alla Juventus.
Il dirigente lavora ed è concentrato sui viola
Paratici neanche smentirà le voci, se piace alle big è solo un motivo di orgoglio come affermato nel pre partita dell'Olimpico. Quello che è certo è che il dirigente continua ad essere concentrato sul futuro della Fiorentina e a lavorare per migliorarlo. Mentre il ds Goretti è in giro per l'Europa a fare un bilancio su alcuni giocatori seguiti e segnalati, lui è in sede a tenere le fila di quello che sarà, a partire dalla scelta dell'allenatore. Con la salvezza in tasca può iniziare a farlo anche formalmente, a partire dalla scelta dell'allenatore. L'importante è che a forza di sentire le voci sull'addio, non se ne convinca lui stesso.






