Una ripartenza mai così difficile e una credibilità (anche della proprietà) da ricostruire
Nessuna scusa, nessuna spiegazione, se non l’orgoglio presidenziale e qualche rassicurazione piuttosto generica sul futuro. All’indomani del termine virtuale della stagione la piazza viola è ancora frastornata dai fischi che hanno salutato il dopo gara con il Genoa, per molti antipasto di quella che sarà una contestazione più massiccia da attendersi per l’ultima al Franchi contro l’Atalanta dell’ex Palladino.
Contestazione rimandata
Scherzi del destino, anche l’anno scorso il finale di stagione fu segnato da prese di posizione dure da parte della tifoseria, contro tecnico e ds, e da lì a qualche mese entrambi avrebbero salutato da dimissionari. Palladino prima, Pradè poi. Quasi un anno dopo lo scollamento, se possibile, è ancora più ampio, almeno giudicando il clima che si respira in città e ponendolo sullo stesso piano di un club che invece ha espresso soprattutto soddisfazione per la conquista della salvezza. Per Vanoli un capolavoro, per tanti altri il traguardo minimo di un’annata da dimenticare ma pur sempre di un gruppo col settimo monte ingaggi della categoria e in corsa con concorrenti decisamente inferiori.
Nuove voci sul futuro di Paratici
Sotto questo profilo colpisce come, mentre si suppone Paratici continui a lavorare nell’ombra per assicurarsi un nuovo allenatore, non si plachino nemmeno le voci che riguardano il ds. Alle prese con una scelta fondamentale in vista del prossimo anno c’è chi si domanda se non debba essere lui, o lo stesso dg Ferrari, ad anticipare piani e programmi della proprietà, seppure sia inevitabile pensare che solo dal vertice possano arrivare indirizzi chiari. D’altronde nessuno dei dirigenti in società, per esempio, può stabilire autonomamente il budget per la prossima campagna acquisti, ed è in tal senso che vien da interrogarsi su perché piuttosto che segnali sul futuro filtrino interessi per un dirigente con 4 anni e mezzo di contratto arrivato da soli 3 mesi.
Una ripartenza mai così difficile
Stranezze di un mondo viola arrivato di fronte a una ripartenza mai così complicata. Nemmeno in passato, quando sia Corvino che Pradè si erano trovati di fronte le macerie delle stagioni precedenti, il mondo viola era parso così ai minimi termini. D’altronde i riferimenti principali, i Della Valle, in qualche modo continuavano a raccogliere una fiducia che oggi la famiglia Commisso non ritrova nella piazza, per forza di cose provata da un settimo anno di gestione ben al di sotto dei precedenti. Forse perché anche nei momenti più difficili la figura principale manteneva un contatto reale anche con i più delusi, mentre oggi, a giudicare da cosa si è sentito una volta tagliato il traguardo della salvezza, ci sono punti di vista che paiono più che lontani praticamente opposti.






