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Corvino in esclusiva: "Viola, dopo la tempesta torna sempre la calma. Grosso? È l'uomo giusto"
Oggi alle 13:00Copertina
di Redazione FV
per Firenzeviola.it
fonte A cura di Lorenzo Marucci

Corvino in esclusiva: "Viola, dopo la tempesta torna sempre la calma. Grosso? È l'uomo giusto"

L'ex direttore sportivo della Fiorentina, appena svincolatosi dal Lecce, Pantaleo Corvino ha rilasciato un'intervista esclusiva a FirenzeViola.it. Queste le sue dichiarazioni.  

Le manca già il campo, la preparazione o la pressione del mercato?
"No, è passato meno di un mese e l'adrenalina di questi ultimi sei anni è ancora fortissima. Veniamo da un lungo periodo vissuto a pieno regime per conquistare la promozione e poi disputare cinque anni in Serie A, vincendo anche lo scudetto Primavera. Raggiungere questi traguardi garantendo la sostenibilità economica e la patrimonializzazione del club non è stato semplice. Mantenere un monte ingaggi contenuto e raggiungere gli obiettivi è un esercizio complicato che ha richiesto un enorme sforzo. Adesso è giusto fermarsi un attimo per ricaricare le batterie."

Significa che la rivedremo presto all'opera?
"La passione per questo lavoro non svaniscono mai. Tuttavia, dopo cinquant'anno ininterrotti di carriera, dalla Terza Categoria alla Champions League, e dopo questo ciclo recente che è valso quanto uno scudetto — perché a volte una salvezza miracolosa vale quanto un titolo — un po' di riposo era necessario. Mi rigenero e poi, se si presenterà un progetto interessante e importante, sarò pronto a rimettermi in corsa."

Come può ripartire la Fiorentina dopo una stagione così deludente? Su cosa bisogna puntare?
"Non amo commentare il lavoro altrui, ma posso fare una considerazione generale: dopo la tempesta torna sempre la calma. La Fiorentina è reduce da una vera tempesta nell'ultimo campionato, si è trovata in mare aperto e ha rischiato di affondare, ma alla fine è riuscita a raggiungere il porto in sicurezza. Superato questo momento critico, è legittimo aspettarsi una stagione diversa e più serena."

Cosa pensa di Fabio Grosso come nuovo allenatore?
"È proprio nel bel mezzo della tempesta che si capisce di quale comandante si ha bisogno per ripartire. Fabio Grosso è un tecnico esperto, abituato a navigare anche in acque mosse. Sono convinto che se la società ha puntato su di lui, è perché ritiene che sia l'uomo giusto a cui affidare il timone."

Che idea si è fatto su Marin Pongracic? A Firenze ci si aspettava forse di più.
"Marin è un ragazzo straordinario e un professionista perbene. Lo portai a Lecce in prestito con riscatto, esercitato per circa un milione e ottocento mila euro. È stata un'ottima operazione, considerando che è stato poi rivenduto a quindici milioni. Oggi c'è una forte carenza di difensori centrali; ognuno ha i suoi punti deboli, ma Marin ha bisogno di avvertire totale fiducia attorno a sé per dare risposte eccellenti."

Quindici milioni per il suo cartellino sono stati troppi?
"No, il valore va sempre contestualizzato nel momento storico. La trattativa nacque subito dopo la cessione di Milenkovic al Nottingham Forest. Inizialmente Pongracic era virtualmente del Rennes, l'accordo era chiuso. Tuttavia, poiché il suo procuratore stava prendendo tempo sui dettagli dell'ingaggio, la Fiorentina si è inserita con decisione. Il ragazzo, appena saputo dell'interesse dei viola, ha preferito l'Italia alla Francia."

Qual è il reale valore calcistico di Roberto Piccoli?
"I calciatori sono come i marinai, si valutano quando il mare è agitato. La Fiorentina è passata attraverso una forte tempesta, e solo l'allenatore che è stato vicino alla squadra in questi momenti difficili può dare un giudizio reale sul ragazzo, avendolo testato sotto pressione. Io non ero lì, ma sono sicuro che il mister sappia perfettamente quanto Piccoli possa dare in futuro."

Che idea si è fatto su Comuzzo e sul giovane Ndour?
"Comuzzo è stato uno degli ultimi profili che ho opzionato prima di lasciare la Fiorentina. Lo presi dal Vittorio Veneto insieme al fratello gemello per circa centomila euro; una trattativa che chiusi io personalmente. Pietro ha un potenziale enorme, bisogna solo saperci lavorare e ha già dimostrato doti importanti. Su Ndour il discorso è analogo: nelle stagioni turbolente capisci subito chi ha la personalità adatta per il futuro, e credo che lui abbia la stoffa del marinaio giusto per qualsiasi tipo di mare."

Una ricostruzione totale preclude l'ambizione o si può essere competitivi da subito?
"Un responsabile dell'area tecnica va giudicato in base a cosa trova, alle risorse che ha e a ciò che lascia alla fine. Il mister è arrivato in una situazione complessa, ha analizzato il materiale in un'annata tempestosa e ha condotto la barca in porto. Ora, in base al budget della proprietà, dovrà essere bravo a costruire una squadra che esprima il massimo potenziale possibile."

È rimasto sorpreso dai progressi di Favasuli? Forse è partito con troppa leggerezza.
"Seguo molto i giovani della Serie B facendo parte di una commissione tecnica. Quest'anno l'attenzione si è concentrata sui nati dal 2006 in poi, quindi Favasuli, essendo un classe 2004, non era votabile. Nonostante questo, si è messo grandemente in mostra nell'ultimo campionato. Ha un ottimo potenziale e, continuando a lavorare sodo, ha tutto per trasformare le sue qualità in certezze."