Antognoni: "Ho detto addio alla Proprietà, non ai tifosi viola"
La storica bandiera della Fiorentina, Giancarlo Antognoni, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sera ripercorrendo il suo passato da calciatore e soffermandosi su qualche tema legato all'attualità.
Quali sono i suoi più grandi rimpianti?
"Il secondo è non aver disputato la finale del Mondiale ’82. Il rigore che tirò Cabrini (sbagliando) doveva essere mio, Bearzot me lo aveva detto chiaro . Il primo è quello di non aver mai vinto lo scudetto con la Fiorentina".
Qual è il suo rapporto con la Proprietà viola?
"Ho detto addio alla proprietà, non ai tifosi. Che ancora oggi mi fermano per strada e mi salutano al bar".
Ha un aneddoto su Cecchi Gori?
"Ne ho tanti, belli e brutti. Quando era presidente mi chiese di licenziare l’allenatore Terim. Io ero contrario. Lui non mi lasciò scelta, così me ne andai. Ma oggi quando vado a Roma spesso lo vado a trovare, vive da solo".
Ci parla dell'incidente del 1981?
"Il cuore si è fermato per qualche secondo. Il portiere avversario, Silvano Martina, mi venne addosso e all’improvviso io non vidi più nulla. Una corsa all’ospedale Careggi, la sala operatoria. Quello che ricordo sono gli occhi verdi di Rita, mia moglie, quando mi risvegliai. "Mi riconosci?", mi disse. E si mise a piangere per la gioia".


