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tmw / fiorentina / L'editoriale
Niente ruffianate, il club si è guadagnato la fiducia: big in partenza e nessuno li rimpiangerà. Devono essere rimosse le scorie di un’annata ignobile. Quella bugia su Oulai e un dubbio sul ruolo di Fagioli: serve un regista così?TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 10:16L'editoriale
di Angelo Giorgetti
per Firenzeviola.it

Niente ruffianate, il club si è guadagnato la fiducia: big in partenza e nessuno li rimpiangerà. Devono essere rimosse le scorie di un’annata ignobile. Quella bugia su Oulai e un dubbio sul ruolo di Fagioli: serve un regista così?

Sembra finito il tempo del machismo cartonato, della serie un allenatore mi sbatte la porta in faccia e per dimostrare che va tutto bene rinnovo i contratti e moltiplico lo stipendio di alcuni big. Le prove di forza e il cambio di rotta sul mercato sono così evidenti che la Fiorentina è salita di grado: con la bocca più o meno aperta per la sorpresa, ci si fida. Mai come ora, da quando c’è la proprietà Commisso. Non servono ruffianate muscolose contrattuali da gettare in pasto o negli occhi: se ci sono idee per sostituirle, trattenere le stelle più o meno presunte è un esercizio di stile furbetto di cui non sentiremo la mancanza.

Sappiamo che alcuni giocatori importanti se ne andranno e nessuno - o pochi - li rimpiangeranno. Clamoroso passo in avanti quello di liberarsi dai ricatti sentimentali. Anche perché con questi ritmi in entrata, alla fine del mercato la Fiorentina avrebbe una rosa di 50 giocatori (e ancora non sono arrivati gli esterni di attacco). Quindi è ovvio che dopo Beltran, Kouadio, Amatucci, Martinelli, Fazzini e Gosens ci saranno molte altre partenze.

Per quelle eccellenti sono certo che il concetto di ‘invendibilità’ non rientrerà fra le recriminazioni da parte dei tifosi. Nel calcio ormai nessuno appartiene ad altri, a parte il proprio procuratore e (molto temporaneamente) la società: il consiglio è sempre più quello di non affezionarsi ai giocatori, fra l’altro dopo un’annata ignobile se ne andranno alcuni big che hanno dimostrato di esserlo parzialmente. Si è capovolto il mondo rispetto a un anno fa, quando i rinnovi pesanti (De Gea, Kean) sembravano la conferma di una solidità che si è rivelata di burro. Senza una squadra costruita bene e l’ambiente che sa gestirla, puoi rinnovare il contratto anche a Mandrake…

Su Oulai abbiamo ascoltato una bugia parziale: Paratici aveva assicurato che il Mondiale non avrebbe influenzato le scelte, ma probabilmente solo da lì è arrivata la conferma che il centrocampista ivoriano potesse giocare ad alti livelli, sostenendo la pressione dopo aver ben figurato nel campionato turco. E allora, i vantaggi dello scouting per anticipare i tempi? Molto probabilmente la Fiorentina aveva già messo gli occhi e qualcos’altro su Oulai e proprio i contatti presi in precedenza le hanno permesso di sopravvivere all’interno di un giro di interessi che abbia scoperto essere complesso, se non torbo. 

Sta nascendo un gran centrocampo e le nuove mezzeali (Atta, Oulai) hanno indubbiamente lo spessore per partire titolari. Fagioli continuerà a fare il regista? Quel ruolo gli piaceva il giusto, poi Vanoli è stato bravo e costante nella sua dimostrazione di fiducia. Fagioli alla fine si è adattato e non c’è dubbio che abbia indossato il ruolo con lampi di classe (qualche riserva semmai per i palloni persi e non recuperati in zone pericolose). Ma sarebbe Fagioli il regista di cui la Fiorentina ha bisogno in un centrocampo così ‘dinamico’? Anche per questo - lo dico ora - non mi sorprenderei se alla fine il mercato ci sorprendesse, ancora una volta, questa volta in uscita.

Torniamo al cambio epocale. Per anni il mercato è stato una processione. Un nome, una trattativa infinita, un altro nome, altre  settimane di indiscrezioni. Stavolta no. Stavolta sembra di assistere a un blitz. Si accelera, si compre, si chiude. La sensazione è che Paratici abbia aperto la porta dello spogliatoio, dato un'occhiata e deciso che fosse più conveniente rifare la casa che cambiare l'arredamento. Del valore tecnico della rosa, evidentemente, aveva una considerazione piuttosto modesta. Di quello umano, forse ancora meno.

I soldi stanno uscendo con una disinvoltura che i tifosi quasi non ricordavano più. E proprio questo alimenta l'entusiasmo. Perché oltre ai volti nuovi è cambiato il ritmo. Niente attese infinite, niente estati consumate dietro a una trattativa che sembrava una telenovela. Si decide. E si fa. Nei tempi giusti.

Poi c’è la parte meno divertente del copione. Perché quelli che devono partire hanno contratti pesanti e stipendi ancora più pesanti. Venderli sarà un esercizio di fantasia, più che di mercato. Tutti vogliono rinnovare il guardaroba, ma pochi hanno voglia di comprare gli abiti che hai deciso di buttare.

Nel frattempo i tifosi sognano. Ed è anche comprensibile. Dopo tante estati passate a promettere il domani, vedere qualcuno che prova almeno a costruirlo produce un effetto quasi terapeutico. Ma il calcio è un truffatore recidivo. A luglio vende illusioni con la stessa facilità con cui a novembre presenta il conto. Quindi entusiasmo e sangue freddo, ci riusciremo?