Pellegrino: "Ho parlato con Kean, mi farà crescere. Ho tante aspettative"
Il nuovo attaccante della Fiorentina, Mateo Pellegrino, si presenta nella sala stampa del Viola Park. Queste le sue dichiarazioni.
Con quali motivazioni hai scelto la Fiorentina? Saresti pronto a giocare titolare?
"Sono pronto a fare quello che mi chiede il mister, mi sono allenato in estate col Parma e quindi sto bene. Ho tante aspettative, ho tanta voglia di crescere".
Cosa ti ha chiesto Grosso?
"Mi ha chiesto di collegarmi al meglio possibile con la squadra, capire cosa piace ai miei. Moise? Mi ha accolto molto bene, è un bravissimo ragazzo, mi fa molto piacere essere al suo fianco così come al fianco dei miei compagni. Mi farà crescere".
Cosa ha pesato nella tua scelta di venire a Firenze?
"La Fiorentina mi ha voluto fortemente, anche per questo l'ho scelta. E poi è un club con tantissima storia".
Come ti trovi coi compagni?
"Molto bene, con Mastantuono stiamo giocando quasi sempre insieme e non so se è casualità. Siamo tutti e due argentini, ci troviamo molto bene".
Quali sono i tuoi sogni? Che soprannome vorresti che ti desse la piazza?
"Mi piacerebbe un soprannome, ad esempoi in passato mi chiamavano 'tanque'. Finora ho fatto tanti passi avanti, ho avuto una crescita un po' in "ritardo" rispetto al concetto attuale di giocatore giovane. Il mio obiettivo è fare meglio possibile e portare subito a casa i tre punti da Roma".
In cosa ti senti di dover migliorare?
"Fare gol è sempre importante, sia di sinistro che di destro. Certo che vorrei migliorare, usando entrambi i piedi. Il colpo di testa è un mio cavallo di battaglio, sono pronto a migliorarmi".
Questa Fiorentina può ambire alla Champions? E poi una curiosità: uno dei tuoi primi allenatori è stato tuo padre...
"Rispetto alla prima domanda, l'ambizione bisogna sempre coltivarla perché ti fa crescere come gruppo. Champions e Mondiale sono alcuni dei tanti sogni che ho. Dobbiamo focalizzari sul presente, il resto si vedrà. Mentre su mio padre, ho avuto la fortuna, o forse non così tanto (ride, ndr), di essere allenato da lui. Non è stato semplice, non mi sentivo troppo a mio agio, ma mi ha sempre dato tanti consigli. Ora sono sempre più io che gli chiedo".
Tu sei un numero "9" come tipo di giocatore, un po' come è stato Batistuta in passato...
"È una bella responsabilità, non ha senso paragonarmi a certi fenomeni. Spero di fare molto bene, ma sono appena arrivato".
Quanto ti ha penalizzato l'approccio tattico del Parma dell'anno scorso?
"L'obiettivo era la salvezza e l'abbiamo raggiunto. Sicuramente l'aspetto tattico non mi aiutava, ma l'importante era la squadra. E rimane la squadra. Se devo difendere accanto al portiere lo faccio. Il primo obiettivo è aiutare i compagni".


