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Il momento più delicato tra ambizioni, contraddizioni e la seconda mossa del Como per KeanTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 00:00Copertina
di Tommaso Loreto
per Firenzeviola.it

Il momento più delicato tra ambizioni, contraddizioni e la seconda mossa del Como per Kean

Dopo tanti complimenti le prime critiche dopo la debacle di Roma, per le scelte del tecnico e per una rosa ancora incompleta sulla quale pesa il caso Kean per il quale il Como ha presentato una seconda offerta da 40 milioni

Il ritornello è tristemente noto, e si rifà non tanto al risultato in sé quanto al modo in cui si palesa. La Fiorentina vista a Roma stupisce in negativo, solleva un polverone di contraddizioni e rallenta parecchie ambizioni, seppure l'equilibrio (e la cautela) sia un obbligo dopo appena 90 minuti di campionato. Di certo l'affaire Kean ha complicato i piani di Grosso più di quanto già non lo fossero, altrettanto però che il tecnico c'abbia messo del suo nella debacle dell'Olimpico.

Un'idea che non snaturi il mercato

Gli appelli a concedere tempo al nuovo tecnico, per tutta una serie di motivi a cominciare da un mercato ancora incompleto su quelle corsie esterne che dovevano essere la priorità iniziale, restano d'attualità anche a fronte della confusione vista lunedì sera, a patto però che l'idea alla base del mercato estivo non sia del tutto snaturata. Oltre alla qualità di un centrocampo attualmente limitata dall'adattamento di Atta sulla trequarti, e dall'assenza dai titolari di Oulai, aver riproposto una linea mediana vicina alla passata stagione non è stata la migliore delle idee, come del resto lo spostamento di Joao Mario a sinistra con rilancio di Dodò a destra, e soprattutto non va nella direzione di una costruzione di squadra che pareva diversa alle sue origini (quando Grosso parlava di 4-3-3 e, per esempio, di un Atta in versione mezzala).

Le contraddizioni di Roma

L'esempio mediano è solo una delle contraddizioni sollevate dal poker rimediato dai giallorossi ai quali potrebbero aggiungersi altri interrogativi come il mancato impiego di Gudmundsson reduce da un buon precampionato, ma più in generale s'inserisce in un cammino che tra Paratici e Grosso sembra essersi fatto meno parallelo nella serata di Roma. La gestione Kean è solo un aspetto di una distanza che è parsa esserci tra la sbandierata costruzione di una nuova idea di calcio e la sua ricerca, come se il tecnico oggi non potesse ancora contare sui mezzi messi a disposizione dal ds. Niente d'irreparabile a una settimana dalla fine del mercato, ma pur sempre un argomento su cui interrogarsi e dal quale ripartire con idee più chiare.

Passaggio delicato

In questo resta comunque dirimente anche quello che sarà l'esito del caso Kean. Mentre da Como è arrivata una seconda offerta da 35 milioni più 5 di bonus i lariani chiedono approfondimenti sullo stato della tibia dell'attaccante, mentre in casa viola sono ore di riflessione. Un caso che forse poteva e doveva essere anticipato rispetto a tempi comunque normali nel calcio moderno, senza voler già cambiare giudizi positivi su un'estate come non se ne ricordavano da tempo. Ma più che altro la conferma di come la Fiorentina stia affrontando il passaggio più delicato di un'estate di (ri)costruzione totale. Cui seguiranno altre risposte dal campo augurandosi siano diverse dalle primissime.

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